Come lavorano i parlamentari?

Il nostro parlamento per poter funzionare necessità di un organizzazione interna che strutturi, e disciplini il lavoro dei parlamentari, in modo tale da garantire la regolarità, nello svolgimento dei lavori che portano all’emanazione di una legge. Le strutture principali sono i gruppi parlamentari, organi di tipo politico che dividono i parlamentari per partito, e le commissioni parlamentari che dividono i parlamentari per competenza. Vedremo ora in dettaglio come si compongono questi organi, come sono collegati fra di loro e quali funzioni svolgono.

I gruppi parlamentari
Un gruppo parlamentare è un organo parlamentare che raccoglie le rappresentanze politiche all’interno di un parlamento. Esso è stato definito come:
« l’unione dei membri di un ramo del Parlamento appartenenti allo stesso partito che si costituiscono in unità politica con un’organizzazione stabile ed una disciplina costante di gruppo. »
Esso dal punto di vista pratico Il costituisce la proiezione di un partito politico in parlamento.
Come ha sottolineato lo stesso Autore artefice di questa definizione, la formula in esame, pur essendo in linea di principio corretta, necessita peraltro di essere integrata sulla base di un ulteriore aspetto che caratterizza sovente la prassi concreta, vale a dire la non necessaria coincidenza fra partito e gruppo parlamentare.
Basti pensare, sotto questo profilo, che possono esistere gruppi non corrispondenti a nessun partito o a più partiti contemporaneamente. In secondo luogo, possono esserci partiti i cui parlamentari non possono costituirsi in gruppo secondo le regole poste dai regolamenti parlamentari.
Le commissioni parlamentari
La commissione parlamentare è un organo collegiale del Parlamento della Repubblica Italiana, cui vengono assegnati i disegni di legge. L’esistenza delle commissioni parlamentari è prevista dalla Costituzione. La composizione dei membri delle commissioni deve rispettare le proporzioni tra i vari gruppi parlamentari.
Le commissioni sono di tipo permanente o di tipo straordinario o speciale.
La commissione può esaminare il progetto di legge in diverse sedi: sede referente, sede redigente, sede legislativa (o deliberante), sede consultiva (quando è espresso il proprio parere ma il disegno di legge è affidato ad un’altra commissione). Per alcuni progetti di legge è prevista la riserva di legge d’assemblea, ovvero quando l’analisi della legge spetta alle camere e non alle commissioni.
Procedimenti speciali
Commissione in sede referente
Sede referente: si tratta della sede in cui le commissioni discutono il disegno di legge nel suo complesso e articolo per articolo. L’esame si conclude con la votazione di un testo che andrà poi discusso e votato in Assemblea. La commissione in sede referente ha quindi il compito di preparare i documenti sui quali poi tornerà l’Assemblea.
Commissione in sede legislativa (o deliberante)
È una particolarità ereditata dal fascismo di Mussolini, e più precisamente dal sistema che si era consolidato nell’ambito dell’organizzazione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, dove rappresentava la regola. Solamente l’ordinamento spagnolo, oltre al nostro, la prevede. Il procedimento in sede legislativa è di tipo decentrato: si svolge all’interno della commissione competente, escludendo del tutto l’intervento dell’Assemblea, e svolgendo una vera e propria deliberazione. Per quanto riguarda l’assegnazione della proposta a tale commissione, nel Senato la decisione spetta al presidente e non è opponibile; alla Camera, invece, la decisione del presidente vale solo come proposta, che viene accolta nel momento in cui nessun deputato chiede di sottoporla al voto dell’assemblea.
Oltre ai limiti stabiliti per materia (riserva di legge), ci sono limiti procedurali: il Governo o un decimo dei componenti di ciascuna Camera (articolo 72 della Costituzione) o un quinto della stessa commissione, possono infatti esercitare la “Richiesta di rimessione all’Assemblea”, determinando un passaggio di sede da legislativo a referente e coinvolgendo l’Assemblea.
Si tratta di una via ormai molto raramente utilizzata, perché, con l’avvento del bipolarismo, l’opposizione di turno impedisce regolarmente di ricorrervi.
Commissione in sede redigente
Il procedimento in sede redigente è un ibrido previsto indirettamente dall’articolo 72 della Costituzione, dove la commissione delibera sul testo articolo per articolo, mentre l’Assemblea soltanto per votazione finale. Per quanto vi sia una votazione finale da parte del plenum dell’assemblea, si considera questo tipo di procedimento affine a quello in sede legislativa o deliberante, e dunque assoggettato agli stessi poteri di richiamo previsti per quest’ultima. Alla commissione vengono fatte confluire più proposte di legge che questa valuterà e poi con queste la commissione formerà un’unica proposta di legge la quale sarà poi posta al giudizio della camera stessa.
Commissione in sede consultiva
La commissione in sede consultiva svolge un lavoro parallelo, esprimendo un parere su un disegno di legge affidato ad un’altra commissione perché competente, ma che presenta alcuni aspetti che riguardano altre commissioni.
I pareri che può esprimere questo tipo di commissione si dividono in obbligatori, facoltativi e vincolanti. Sono obbligatori quelli che il Presidente dell’Assemblea deve prevedere, in base a regolamenti parlamentari, all’atto di assegnazione; i pareri facoltativi sono richiesti dalla commissione competente nel merito o dal Presidente a quella consultiva; i pareri vincolanti devono essere osservati dalle commissioni in sede referente e legislativa, che può comunque arenare il progetto di legge o rimettere all’Assemblea non attendendoli.
I pareri vanno espressi in certi limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari, che possono comunque essere derogati dalla commissione di merito; se entro il limite non viene espresso il parere, la commissione di merito può procedere.
Commissioni permanenti
Presso il Senato italiano sono attive le seguenti commissioni permanenti:
1. Affari costituzionali
2. Giustizia
3. Affari esteri, emigrazione
4. Difesa
5. Bilancio
6. Finanze e tesoro
7. Istruzione pubblica, beni culturali
8. Lavori pubblici, comunicazioni
9. Agricoltura e produzione agroalimentare
10. Industria, commercio, turismo
11. Lavoro, previdenza sociale
12. Igiene e sanità
13. Territorio, ambiente, beni ambientali
14. Politiche dell’Unione europea
Presso la Camera dei deputati:
1. Affari costituzionali, Presidenza del consiglio e interni
2. Giustizia
3. Affari esteri e comunitari
4. Difesa
5. Bilancio, tesoro e programmazione
6. Finanze
7. Cultura, scienza e istruzione
8. Ambiente, territorio e lavori pubblici
9. Trasporti, poste e telecomunicazioni
10. Attività produttive, commercio e turismo
11. Lavoro pubblico e privato
12. Affari sociali
13. Agricoltura
14. Politiche dell’Unione europea

Commissioni bicamerali e d’inchiesta
Secondo l’art. 82 della Costituzione della Repubblica Italiana:
« Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della Autorità giudiziaria. »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...