Il ruolo di Monti il commento in Scelta Civica

Per Riccardi (vicepresidente vicario provvisiorio di Scelta Civica) “Scelta Civica non sta camminando senza Monti e non accadrà in futuro. C’è già una guida operativa Monti resta come sempre è stato, una figura di riferimento ed una guida politica
Riccardi (cliccare ed ingrandire per visualizzare l’intera intervista a Riccardi)
Mario Mauro, (capogruppo al Senato per Scelta Civica) Mario Mauroad Omnibus ha sottolineato “La leadership di Monti è indiscutibile perché rappresenta l’esigenza di riformismo profondamente collegata al processo di integrazione europeo”. “Monti esiste nella realtà italiana e continuerà a esistere e ad accompagnare Scelta civica”. Alla domanda se pensa che Monti sarà candidato premier anche alle prossime elezioni, Mauro replica: “Lo riconfermeremo attraverso un processo democratico, poi la disponibilità va chiesta a lui”. Quanto alle prossime elezioni del capo dello Stato, Mauro ribadisce la necessità di un Napolitano bis: “Sogno che si possa forzare la disponibilità di un signore anziano di 87 anni per vedere se ancora è disposto a continuare a fare per il bene del Paese quello che ha fatto negli ultimi tempi”.
Già ieri Pietro Ichino aveva sottolineato come la non volontà di Monti di essere Presidente o Segretario di Scelta Civica non portasse ad un cambiamneto del movimento:
TRASMISSIONE RICOMINCIO DA QUIIL PASSO INDIETRO DEL PREMIER NULLA TOGLIE ALL’ATTUALITÀ E URGENZA DELL’AGENDA LIBERAL-DEMOCRATICA PER LA “RIFORMA EUROPEA” DELL’ITALIA, CHE QUALCHE MESE FA AVEVA PRESO IL SUO NOME: È ORA CHE TUTTI QUELLI CHE NE SONO CONVINTI SI FACCIANO SENTIRE E INCOMINCINO A PESARE DI PIÙ
Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 244, 13 aprile 2013
Al Comitato Direttivo di Scelta Civica lo aveva detto già più di un mese fa. Ora la notizia è ufficiale. Mario Monti torna al ruolo di “riserva della Repubblica” (e dell’Unione Europea). Questo nulla toglie all’attualità e urgenza dell’agenda per la “riforma europea” dell’Italia che nel 2012 ha preso il suo nome. Il nostro Paese non tornerà a crescere se non saprà adottare al più presto almeno le misure più urgenti: riformare profondamente la propria spesa pubblica e le proprie amministrazioni all’insegna della trasparenza totale, della valutazione indipendente e del benchmarking; se non saprà darsi un mercato del lavoro con servizi più efficienti e regole più semplici e meno rigide; se non saprà rilanciare l’università e la scuola media dando autonomia agli istituti e responsabilizzando direttamente professori e studenti; se non saprà valorizzare il proprio patrimonio culturale unico al mondo; se non saprà aprirsi agli investimenti stranieri eliminando uno per uno gli ostacoli che oggi tengono lontani gli operatori esteri dal nostro Paese.
L’Italia pullula di associazioni, gruppi, iniziative mirate sostanzialmente, anche se in forme e modi diversi, a promuovere questa agenda liberal-democratica. Oggi appaiono deboli, perché disunite e mal collegate con chi in Parlamento persegue gli stessi obiettivi; ma hanno dalla loro un dato di fatto: con Monti o senza, quel programma costituisce la strada obbligata per l’Italia, se essa vuole restare parte integrante dell’Unione Europea e protagonista nel suo processo evolutivo. È ora che queste realtà si federino e incomincino a pesare molto di più. Questo è anche il nostro impegno.

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