Unesco: Farnesina, Italia potenza culturale

ASCA) – Roma, 24 giu – Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, con delega
alla promozione culturale, si congratula per l’iscrizione delle ville e giardini
medicei e dell’Etna nel patrimonio dei siti Unesco. ”Con il maggior numero di
siti Unesco iscritti 49, 3.400 musei, 2.100 aree e parchi archeologici, l’Italia
e’ una potenza culturale a cui si deve aggiungere la diffusione della lingua
italiana nel mondo, la quinta piu’ studiata” afferma Mario Giro, secondo il
quale ”chi sceglie di avvicinarsi alla cultura e alla lingua italiana non lo fa
per motivi utilitaristici. Le potenzialita’ della creativita’, della cultura e
della lingua italiane sono enormi”. ”Centinaia di milioni di consumatori,
intellettuali, ricercatori, appassionati di musica, arte, design, spiega Giro,
guardano all’Italia e alla nostra cultura come fonte di ispirazione e di
arricchimento”. Per questo ”l’Italia – prosegue Giro – intende rafforzare il
suo impegno all’Unesco anche per sostenere la possibilita’ dei paesi in via di
sviluppo di valorizzare il loro patrimonio e rispondere efficacemente al
traffico illecito di beni culturali”. ”L’iscrizione dei siti – conclude il
Sottosegretario Giro – dimostra come la cooperazione tra le diverse istituzioni,
in una logica di sussidiarieta’ e coordinamento, possa portare a positivi
risultati per l’intero Paese sulla scena mondiale. Si tratta della strada e del
metodo da seguire anche nella promozione culturale all’estero”.

Mario Giro (Sc) sottosegretario agli esteri: “Diplomazia per la crescita massima priorità della Farnesina”

ROMA  – La nuova normativa che regola l’Agenzia Ice “riconosce il ruolo primario del Ministero degli Affari Esteri nella gestione condivisa di strategie e strumenti per l’internazionalizzazione e la promozione del sistema produttivo” attuando “un considerevole sforzo di razionalizzazione” e “riconducendo nell’ambito delle Rappresentanze diplomatiche e consolari tutte le attività nei Paesi di intervento”. Così il Sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha risposto in Commissione Esteri al deputato 5 Stelle Daniele Del Grosso che in una interrogazione aveva sottolineato sia l’importanza della rete diplomatica a sostegno delle imprese italiane all’estero che la necessità di aumentare il budget dell’Ice.

Annotazioni condivise entrambe dalla Farnesina, ha detto in sostanza Giro, che ha voluto sottolineare come soprattutto “in questa fase la domanda estera costituisca un fattore decisivo per la ripresa e la crescita economica del nostro Paese. Una ripresa ed una crescita cui la Farnesina attribuisce massima priorità, come lo stesso Ministro Bonino ha molto chiaramente indicato nel corso della sua audizione programmatica, quando ha sottolineato come la prima priorità del Governo sia il rilancio del consolidamento economico del nostro Paese”.

Richiamato il tortuoso iter normativo che ha trasformato l’Ice in Agenzia, Giro ha ricordato che “il nuovo assetto ha previsto l’attribuzione al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero degli Affari Esteri dei poteri di indirizzo in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese, mentre le linee guida e di indirizzo strategico in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese, anche per quanto riguarda la programmazione delle risorse, sono state, come noto, attribuite allo strumento operativo della Cabina di Regia”. L’articolo completo lo trovate qui.

L’on. Marazziti (Scelta Civica): importante l’Italia nella lotta contro la pena di morte

(di Paola Del Vecchio) (ANSA) – MADRID, 12 GIU – Rappresentanti di 90 Paesi parteciperanno da oggi a sabato 15 giugno al quinto congresso mondiale contro la pena di morte, organizzato dalla ‘World Coalition Against the Death Penalty’ al Palazzo dei Congressi di Madrid. Dal 2001, il congresso riunisce, ogni tre anni, le principali associazioni che lottano per l’abolizione della pena capitale, ma anche esponenti della societa’ civile, rappresentanti politici, giuristi e giornalisti provenienti dai cinque continenti, per fare il punto della situazione e definire strategie concertate a sostegno del processo abolizionista mondiale. A tutt’oggi sono ancora circa sessanta i Paesi in cui opera il boia. L’Europa e l’Italia hanno avuto un ruolo deciso per il consolidamento a livello globale di un corpus giuridico a garanzia dei diritti umani universalmente riconosciuti. A ricordarlo e’ il capogruppo di Scelta civica per l’Italia in commissione Affari esteri, Mario Marazziti, uno dei due rappresentanti speciali presenti a Madrid accanto alla delegazione governativa, assieme al sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, che interverra’ a chiusura del congresso. ”La risoluzione approvata all’unanimita’ dal Parlamento italiano lo scorso 7 giugno riprende il grande lavoro fatto dall’Italia, che ha contribuito all’approvazione, per la prima volta da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 18 dicembre 2007, della risoluzione 62/149 per una moratoria universale, in vista della totale abolizione della pena di morte”, ha ricordato Marazziti in un incontro con la stampa italiana a Madrid. ”Il movimento abolizionista mondiale e’ cresciuto ed e’ aumentato il consenso di Stati e governi verso un livello di giustizia capace di rispettare la vita anche in condizioni estreme, come dimostra il crescente sostegno alla risoluzione dell’Assemblea generale Onu, approvata per la quarta volta il 20 dicembre 2012”. Il rinnovato impegno del Parlamento italiano pone la battaglia globale contro la pena capitale come ”uno dei punti qualificanti dell’azione del governo, accanto alla diplomazia dello sviluppo”, spiega Marazziti. ”Impegna a prendere tutte le iniziative utili per un’azione di lobby a livello internazionale, a rafforzare a livello centrale e periferico le iniziative per monitorare la salvaguardia dei diritti fondamentali anche dei condannati a morte in Paesi che mantengono la pena capitale; e a cooperare per umanizzare il sistema carcerario. Oltre ad azioni culturali, normative e politiche accanto a Parlamenti di Paesi in transizione, che abbiano intrapreso un percorso abolizionista”. Un’accelerazione in questo senso si registra nelle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, dove Kazakhstan, Kirghizistan, Uzbekistan, hanno abolito la pena di morte. Ma non la Bielorussia. E poi in Africa – dove Burundi e Ruanda, dopo due genocidi, hanno soppresso la pena capitale – e negli Stati Uniti, dove dal 2007, cinque Stati – New Jersey, New Mexico, New York, Illinois, Connecticut e Maryland – hanno messo al bando le esecuzioni, anche grazie alle recenti sentenze della Corte Suprema, che ha dichiarato incostituzionali le condanne a morte per minori e disabili mentali, e al ruolo sinergico di organizzazioni non governative. ”Nel mondo arabo mediterraneo, Paesi come Marocco, Tunisia, Algeria, sono abolizionisti di fatto, ma non l’Egitto, che e’ il front-runner nelle esecuzioni della pena capitale”, ha sottolineato Marazziti, gia’ portavoce della Comunita’ di Sant’Egidio e co-fondatore e vicepresidente della Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte. Attualmente il processo di estensione dell’abolizione della pena capitale e’ sostenuto dai governi di Spagna, Svizzera, Francia e Norvegia, che patrocinano l’appuntamento di Madrid, al quale partecipano, fra gli altri, i Nobel Mairead Maguire, Desmons Tutu, Jody Williams e Shirin Ebadi e protagonisti storici della lotta alla pena di morte, come Tamara Chikunova, Bill Pelke, Curtis Mc Cary e David Attwood.

Fuori dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, fra entusiasmi e raccomandazioni

Ed alla fine la procedura di infrazione Ue nei confronti dell’Italia è stata chiusa ed ora il nostro paese rientra a pieno titolo fra i paesi virtuosi; merito di tutti gli italiani ha detto il Presidente del Consiglio Letta e del lavoro del governo guidato dal professor Monti che ha voluto, in quest’occasione ringraziare pubblicamente. Si è dimostrato così che l’austeritá che in un primo momento ha certamente avuto un contraccolpo negativo sulla nostra autonomia non era un modo, per il professor Monti per dare sfogo al suo sadismo, ma il prezzo di un risanamento necessario al nostro paese per poi tornare a crescere. Ora grazie all’uscita da questa procedura si potrà tornare ad avere dei margini di spesa propri dei paesi virtuosi che, così come detto dal ministro Moavero (qui) potrebbero liberare 7-8 miliardi altri commenti sono meno ottimistici e pongono l’accento sui limiti posti all’Italia dal fiscal compact.

Accanto alla promozione non mancano le raccomandazioni fatte dalla Commissione al al nostro paese perché continui il suo percorso virtuoso e perché esca dalla crisi, esse sono suddivise in sei parti e sono da attuare nel periodo 2013-2014 e riguardano conti pubblici, efficienza dello Stato, banche, mercato del lavoro, fisco,concorrenza e servizi.
Il Presidente Monti, pubblicamente ringraziato dal presidente Letta ha posto l’accento sui meriti dei suoi ministri, oltre che degli italiani tutti evidenziando i meriti di Grilli e Moavero nel condurre le trattative che hanno portato a questo risultato.
Di riforme da fare ce ne sono ancora tante, come evidenziato dalle raccomandazioni sarà ancora più importante, dunque, il ruolo dei riformisti presenti in Scelta Civica,.

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Le dichiarazioni del Premier Enrico Letta, del Ministro per gli affari europei Moavero Milanesi (Scelta Civica) e di Lorenzo Dellai, capogruppo alla camera di Scelta Civica

Ieri l’Italia è ufficialmente uscita dalla procedura europea di extra – deficit, consentendo così alla nostra nazione di tirare un respiro di sollievo, proseguendo sulla via del risanamento con più agio e un dialogo più proficuo con l’Unione Europea. L’attuale Presidente del Consiglio Enrico Letta, da vero galantuomo ha riconosciuto i meriti dell’operato del governo Monti, che ci hanno permesso di raggiungere questo importante e brillante traguardo.
Ecco le prime reazioni di alcuni esponenti di Scelta Civica e del Premier Enrico Letta:
“L’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi é motivo di grande soddisfazione”. Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha salutato la notizia non rinunciando ad un pizzico di umiltà. Il premier ha infatti ringraziato tutti gli italiani per l’obiettivo raggiunto ed ha precisato come parte del merito vada al lavoro dei precedenti governi “in particolare di quello presieduto da Mario Monti”. ( http://www.ilghirlandaio.com/top-news/79831/ue-italia-fuori-dallo-stato-di-deficit-eccessivo-e-letta-ringrazia-monti/ )
Anche il ministro per gli affari Europei Moavero, esponente di Scelta Civica, si complimenta per l’operato del precedente governo Monti, precisando che: ”non bisogna pensare che il risanamento dei conti pubblici sia solo una questione di obbedienza ai parametri europei”. Infatti ”c’e un dovere nei confronti dei cittadini per ridurre l’accumulo di quel debito che da decenni ci portiamo dietrto e che grava sulle generazioni future”. (http://www.asca.it/news-Crisi__Moavero__chiusura_procedura_deficit_corona_sforzi_Italia-1282574.html )
L’On. Lorenzo Dellai Capogruppo alla camera di Scelta Civica esprime il suo apprezzamento per le parole di elogio rivolte a Monti dall’attuale Premier Letta, Dellai infatti sottolinea: “una prima occasione per dire che – nonostante una campagna di denigrazione e di comoda ipocrisia – il tempo e’ galantuomo”. (http://www.asca.it/news-Crisi__Dellai__senza_governo_Monti_nessuno_stop_a_procedura_deficit-1282452.html )

Siria, liberi i giornalisti italiani. Ricucci a Rainews24: “Presi per spie”

giornalistisiria_280xFreeRoma, 13-04-2013

Sono liberi i quattro giornalisti italiani trattenuti dal 4 aprile nel nord della Siria. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri ad interim Mario Monti. Si tratta di Amedeo Ricucci, inviato della Rai, dei freelance Elio Colavolpe e Andrea Vignali e della giornalista italo-siriano, Susan Dabbous. I quattro giornalisti ora si trovano in Turchia. E dovrebbero rientare in serata in Italia.

“Stiamo bene, stiamo tutti bene. Ci hanno trattati bene e non ci hanno torto nemmeno un capello”, sono state le prime parole dopo la liberazione di Ricucci. “Ci hanno tenuti in posti diversi, non proprio prigioni sotto certi aspetti, per altri sì “. Lo ha detto Amedeo Ricucci raggiunto al telefono con Rainews24 dalla Turchia, ribadendo che il gruppo è stato “trattato con i guanti bianchi”.

All’inizio “ci hanno presi per spie” e volevano “controllare quello che avevamo girato”, “temevano che avessimo filmato la loro base logistica”, ma “ci hanno messo un sacco di tempo” Così Amedeo Ricucci a Rainews24, dopo la liberazione in Siria, dove – spiega – è in corso “una guerra civile e di spie da una parte e dall’altra”.

“Eravamo in mano a un gruppo islamista armato che non fa parte dell’Esercito libero siriano”, ha raccontato. “E’ stato un malinteso”, ha assicurato, ribadendo che il gruppo sta bene ma che “ovviamente la privazione della libertà è una tortura psicologica”.

Che qualcuno possa pensare che siamo stati poco cauti “lo trovo di cattivo gusto: siamo stati cauti fino all’ennesima potenza”, ha sottolineato Ricucci al telefono con Rainwes24 dopo la liberazione.

“Ora siamo in aeroporto in Turchia, aspettiamo un aereo che ci riporti a casa”. Lo ha detto Amedeo Ricucci dopo la liberazione a Rainews24, aggiungendo di “sperare e pensare” che il rientro in Italia possa avvenire gia’ stasera.

A dare la notizia è stato il premier e ministro degli Esteri ad interim Mario Monti.
I quattro giornalisti si trovano ora al sicuro in Turchia. I quattro erano arrivati in Siria, nella zona di Guvecci controllata dai ribelli, il 2 aprile scorso, per un programma
della trasmissione Rai La Storia siamo noi. Ricucci aveva annunciato sul suo blog, alla vigilia della partenza, che con i suoi collaboratori sarebbe stato in Siria dal primo al 15 aprile, realizzando collegamenti ogni giorno via Skype con un gruppi di studenti di San Lazzaro di Savena.

Le loro tracce si erano perse il 4 aprile, quando nel pomeriggio era previsto il
collegamento con i ragazzi di San Lazzaro, ma i cellulari Gsm e satellitare di Ricucci e degli altri componenti della troupe sono risultati da allora irraggiungibili. Secondo le prime informazioni, i giornalisti sono stati trattenuti dai ribelli qaedisti della Jabat an Nusra.

Nell’annunciare la liberazione dei quattro, Monti ha ringraziato l’Unità di crisi della Farnesina e le strutture dello Stato che “con impegno e professionalità hanno reso
possibile l’esito positivo di questa vicenda, complicata dalla particolare pericolosità del contesto”. E ha espresso la sua gratitudine anche ai media, per aver rispettato la richiesta di riserbo che era stata avanzata sin dal primo momento. “Sollievo e soddisfazione” sono stati espressi dal presidente Giorgio Napolitano, mentre a Cetraro, il paese di Ricucci nel cosentino, è esplosa la gioia.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=176716

Giustizia: Ue, giu’ mani da giudici, sistema indipendente

untitledBRUXELLES, 27 MAR – ”Giu’ le mani dai giudici. Se si vuole che la magistratura sia davvero indipendente, bisogna lasciarla lavorare”: cosi’ il commissario alla giustizia Viviane Reding risponde a chi le chiede se non ritenga che in Italia il conflitto tra politica e giustizia sia una delle cause dell’inefficienza del sistema.

”L’Italia e il governo Monti sono consapevoli che il problema dell’efficienza del sistema della giustizia civile e amministrativa ha un impatto molto negativo sugli investimenti”, ha detto Reding. Il commissario ha quindi spiegato che nell’ultimo anno ha ”lavorato in stretto contatto con le autorita’ per riformare il sistema e renderlo piu’ efficiente, affinche’ i casi amministrativi trovino risposte piu’ rapide e gli investitori abbiano certezza legale”. Ma il lavoro ”deve continuare”.(ANSA).
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2013/03/27/Giustizia-Ue-giu-mani-giudici-sistema-indipendente_8467839.html

Le Istituzioni dell’Unione Europea: Le grandi sconosciute

Bandiera europeaChi sono? Cosa fanno? Da chi sono composte? Perché sono importanti? Con quest’articolo cercheremo di diradare la nebbia di mistero che le avvolge e di renderle più vicine a noi, sono Istituzioni giovani, che devono ancora crescere e maturare, ma per farlo hanno bisogno di essere conosciute, di essere capite e apprezzate o criticate, ma per poter criticare o elogiare bisogna prima capire a chi muovere queste critiche, chi è che siede in Europa? Cosa fanno? Chi ci rappresenta e in quali veci? Quali poteri esercita? Perché influenzano la nostra vita?
Con le breve descrizioni poste qui sotto inizieremo a dare una risposta, seppur limitata e parziale a tutte queste domande, in modo da poter aver le idee chiare su chi e cosa stiamo parlando.
I principali organi politici che compongono l’Unione Europea (UE) sono 4:
1. Parlamento Europeo
2. Commissione Europea
3. Consiglio dell’Unione Europea
4. Consiglio Europeo
Vediamo ora in breve di cosa si occupano:
Parlamento Europeo
Il Parlamento europeo è l’assemblea parlamentare dell’Unione europea. Essa svolge una funzione di controllo ed è l’unica istituzione europea a essere eletta direttamente dai suoi cittadini. Insieme al Consiglio dell’Unione europea, costituisce una delle due camere che esercitano il potere legislativo nell’Unione. Tuttavia, i loro poteri non sono identici (cosiddetto bicameralismo imperfetto), e devono convivere coi poteri che il trattato riserva agli stati membri. Il Parlamento europeo dispone di tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Le sessioni plenarie si svolgono sia a Bruxelles sia a Strasburgo, mentre le riunioni delle commissioni si svolgono sempre a Bruxelles. Lussemburgo è la sede del Segretariato generale del Parlamento.
Ogni cinque anni a partire dal 1979, si tengono le elezioni contemporaneamente in tutti gli stati membri per eleggere gli eurodeputati, attualmente 754 che rappresentano circa 500 milioni di abitanti. I nuovi stati membri che entrano a far parte dell’Unione europea nel corso della legislatura, eleggono i loro deputati, il cui mandato termina alla fine della stessa, o tramite nomina parlamentare oppure tramite apposite elezioni popolari.
Commissione Europea
La Commissione europea è una delle principali istituzioni dell’Unione europea, suo organo esecutivo e promotrice del processo legislativo. È composta da un delegato per stato membro: a ciascun delegato è tuttavia richiesta la massima indipendenza dal governo nazionale che lo ha indicato.
La Commissione rappresenta e tutela gli interessi dell’Unione europea nella sua interezza; avendo il monopolio del potere di iniziativa legislativa, propone l’adozione degli atti normativi comunitari, la cui approvazione ultima spetta al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione Europea; è responsabile inoltre dell’attuazione delle decisioni politiche da parte degli organi legislativi[2], gestisce i programmi UE e la spesa dei suoi fondi.
Consiglio dell’ Unione Europea
Il Consiglio dell’Unione europea, noto anche come Consiglio dei Ministri Europei, detiene – insieme col Parlamento europeo – il potere legislativo nell’ambito dell’Unione europea. Ha sede a Bruxelles nel Palazzo Justus Lipsius.
Va tenuto distinto, dal Consiglio europeo, che è un diverso organo (benché strettamente collegato) dell’Unione europea.
Il Consiglio è composto, ai sensi dell’art. 16 del Trattato sull’Unione europea da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale che possa impegnare il governo dello Stato membro, scelto in funzione della materia oggetto di trattazione. Tale ampia formulazione consente un maggiore flessibilità, e dunque una maggiore discrezionalità da parte degli Stati, rispetto alla previsione della necessaria partecipazione di un ministro: ordinamenti federali come quello tedesco, infatti, nelle materie di competenza dei singoli ‘Länder, non hanno un unico ministro, ma un ministro per ogni Land, e la previsione della partecipazione di un “ministro” creerebbe difficoltà di individuazione.
Esso si riunisce in varie formazioni: a seconda della questione all’ordine del giorno, infatti, ciascuno Stato membro sarà rappresentato da un rappresentate a livello ministeriale responsabile di quell’argomento (affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura, ecc.), più il commissario europeo responsabile del tema in esame.
La presidenza del Consiglio è assunta a rotazione da uno Stato membro ogni sei mesi.
Dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona le formazioni sono dieci:
• Affari generali
• Affari esteri (presieduto dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza)
• Affari economici e finanziari (Ecofin)
• Agricoltura e pesca
• Giustizia e affari interni
• Occupazione, politica sociale, salute e consumatori
• Competitività
• Trasporti, telecomunicazioni ed energia
• Ambiente
• Istruzione, gioventù e cultura
Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento Europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio; coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune; conclude, a nome dell’Unione, accordi internazionali tra l’Unione e uno o più Stati o organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.

Consiglio Europeo
Il Consiglio europeo è un organo che si riunisce periodicamente per esaminare le principali problematiche del processo di integrazione europea. Con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009, è una delle istituzioni dell’Unione europea e ha un presidente, eletto per due anni e mezzo.
Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri dell’Unione europea nonché dal presidente della Commissione europea e dal Presidente del Consiglio europeo, che presiede le sessioni. La scelta tra capo di stato e di governo, quale rappresentante dello stato membro nelle sedute del Consiglio europeo, è definita dall’ordinamento del singolo stato in relazione alle peculiarità del sistema istituzionale: per tale motivo, in rappresentanza dell’Italia prende parte alle riunioni il presidente del Consiglio dei ministri, capo di governo, mentre in rappresentanza della Francia il presidente della Repubblica, capo di stato.
Qui sotto troverete i siti ufficiali di riferimento dei quattro organi, per chi fosse interessato all’argomento e volesse approfondirlo:
Consiglio Europeo: http://www.european-council.europa.eu/home-page.aspx?lang=it
Parlamento Europeo: http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/00b3f21266/At-your-service.html;jsessionid=35D523F6710E489DA7C29FF4B3652EE8.node2
Commissione Europea: http://ec.europa.eu/index_it.htm