Fuori dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, fra entusiasmi e raccomandazioni

Ed alla fine la procedura di infrazione Ue nei confronti dell’Italia è stata chiusa ed ora il nostro paese rientra a pieno titolo fra i paesi virtuosi; merito di tutti gli italiani ha detto il Presidente del Consiglio Letta e del lavoro del governo guidato dal professor Monti che ha voluto, in quest’occasione ringraziare pubblicamente. Si è dimostrato così che l’austeritá che in un primo momento ha certamente avuto un contraccolpo negativo sulla nostra autonomia non era un modo, per il professor Monti per dare sfogo al suo sadismo, ma il prezzo di un risanamento necessario al nostro paese per poi tornare a crescere. Ora grazie all’uscita da questa procedura si potrà tornare ad avere dei margini di spesa propri dei paesi virtuosi che, così come detto dal ministro Moavero (qui) potrebbero liberare 7-8 miliardi altri commenti sono meno ottimistici e pongono l’accento sui limiti posti all’Italia dal fiscal compact.

Accanto alla promozione non mancano le raccomandazioni fatte dalla Commissione al al nostro paese perché continui il suo percorso virtuoso e perché esca dalla crisi, esse sono suddivise in sei parti e sono da attuare nel periodo 2013-2014 e riguardano conti pubblici, efficienza dello Stato, banche, mercato del lavoro, fisco,concorrenza e servizi.
Il Presidente Monti, pubblicamente ringraziato dal presidente Letta ha posto l’accento sui meriti dei suoi ministri, oltre che degli italiani tutti evidenziando i meriti di Grilli e Moavero nel condurre le trattative che hanno portato a questo risultato.
Di riforme da fare ce ne sono ancora tante, come evidenziato dalle raccomandazioni sarà ancora più importante, dunque, il ruolo dei riformisti presenti in Scelta Civica,.

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Le dichiarazioni del Premier Enrico Letta, del Ministro per gli affari europei Moavero Milanesi (Scelta Civica) e di Lorenzo Dellai, capogruppo alla camera di Scelta Civica

Ieri l’Italia è ufficialmente uscita dalla procedura europea di extra – deficit, consentendo così alla nostra nazione di tirare un respiro di sollievo, proseguendo sulla via del risanamento con più agio e un dialogo più proficuo con l’Unione Europea. L’attuale Presidente del Consiglio Enrico Letta, da vero galantuomo ha riconosciuto i meriti dell’operato del governo Monti, che ci hanno permesso di raggiungere questo importante e brillante traguardo.
Ecco le prime reazioni di alcuni esponenti di Scelta Civica e del Premier Enrico Letta:
“L’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi é motivo di grande soddisfazione”. Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha salutato la notizia non rinunciando ad un pizzico di umiltà. Il premier ha infatti ringraziato tutti gli italiani per l’obiettivo raggiunto ed ha precisato come parte del merito vada al lavoro dei precedenti governi “in particolare di quello presieduto da Mario Monti”. ( http://www.ilghirlandaio.com/top-news/79831/ue-italia-fuori-dallo-stato-di-deficit-eccessivo-e-letta-ringrazia-monti/ )
Anche il ministro per gli affari Europei Moavero, esponente di Scelta Civica, si complimenta per l’operato del precedente governo Monti, precisando che: ”non bisogna pensare che il risanamento dei conti pubblici sia solo una questione di obbedienza ai parametri europei”. Infatti ”c’e un dovere nei confronti dei cittadini per ridurre l’accumulo di quel debito che da decenni ci portiamo dietrto e che grava sulle generazioni future”. (http://www.asca.it/news-Crisi__Moavero__chiusura_procedura_deficit_corona_sforzi_Italia-1282574.html )
L’On. Lorenzo Dellai Capogruppo alla camera di Scelta Civica esprime il suo apprezzamento per le parole di elogio rivolte a Monti dall’attuale Premier Letta, Dellai infatti sottolinea: “una prima occasione per dire che – nonostante una campagna di denigrazione e di comoda ipocrisia – il tempo e’ galantuomo”. (http://www.asca.it/news-Crisi__Dellai__senza_governo_Monti_nessuno_stop_a_procedura_deficit-1282452.html )

Giustizia: Ue, giu’ mani da giudici, sistema indipendente

untitledBRUXELLES, 27 MAR – ”Giu’ le mani dai giudici. Se si vuole che la magistratura sia davvero indipendente, bisogna lasciarla lavorare”: cosi’ il commissario alla giustizia Viviane Reding risponde a chi le chiede se non ritenga che in Italia il conflitto tra politica e giustizia sia una delle cause dell’inefficienza del sistema.

”L’Italia e il governo Monti sono consapevoli che il problema dell’efficienza del sistema della giustizia civile e amministrativa ha un impatto molto negativo sugli investimenti”, ha detto Reding. Il commissario ha quindi spiegato che nell’ultimo anno ha ”lavorato in stretto contatto con le autorita’ per riformare il sistema e renderlo piu’ efficiente, affinche’ i casi amministrativi trovino risposte piu’ rapide e gli investitori abbiano certezza legale”. Ma il lavoro ”deve continuare”.(ANSA).
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2013/03/27/Giustizia-Ue-giu-mani-giudici-sistema-indipendente_8467839.html

Le Istituzioni dell’Unione Europea: Le grandi sconosciute

Bandiera europeaChi sono? Cosa fanno? Da chi sono composte? Perché sono importanti? Con quest’articolo cercheremo di diradare la nebbia di mistero che le avvolge e di renderle più vicine a noi, sono Istituzioni giovani, che devono ancora crescere e maturare, ma per farlo hanno bisogno di essere conosciute, di essere capite e apprezzate o criticate, ma per poter criticare o elogiare bisogna prima capire a chi muovere queste critiche, chi è che siede in Europa? Cosa fanno? Chi ci rappresenta e in quali veci? Quali poteri esercita? Perché influenzano la nostra vita?
Con le breve descrizioni poste qui sotto inizieremo a dare una risposta, seppur limitata e parziale a tutte queste domande, in modo da poter aver le idee chiare su chi e cosa stiamo parlando.
I principali organi politici che compongono l’Unione Europea (UE) sono 4:
1. Parlamento Europeo
2. Commissione Europea
3. Consiglio dell’Unione Europea
4. Consiglio Europeo
Vediamo ora in breve di cosa si occupano:
Parlamento Europeo
Il Parlamento europeo è l’assemblea parlamentare dell’Unione europea. Essa svolge una funzione di controllo ed è l’unica istituzione europea a essere eletta direttamente dai suoi cittadini. Insieme al Consiglio dell’Unione europea, costituisce una delle due camere che esercitano il potere legislativo nell’Unione. Tuttavia, i loro poteri non sono identici (cosiddetto bicameralismo imperfetto), e devono convivere coi poteri che il trattato riserva agli stati membri. Il Parlamento europeo dispone di tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Le sessioni plenarie si svolgono sia a Bruxelles sia a Strasburgo, mentre le riunioni delle commissioni si svolgono sempre a Bruxelles. Lussemburgo è la sede del Segretariato generale del Parlamento.
Ogni cinque anni a partire dal 1979, si tengono le elezioni contemporaneamente in tutti gli stati membri per eleggere gli eurodeputati, attualmente 754 che rappresentano circa 500 milioni di abitanti. I nuovi stati membri che entrano a far parte dell’Unione europea nel corso della legislatura, eleggono i loro deputati, il cui mandato termina alla fine della stessa, o tramite nomina parlamentare oppure tramite apposite elezioni popolari.
Commissione Europea
La Commissione europea è una delle principali istituzioni dell’Unione europea, suo organo esecutivo e promotrice del processo legislativo. È composta da un delegato per stato membro: a ciascun delegato è tuttavia richiesta la massima indipendenza dal governo nazionale che lo ha indicato.
La Commissione rappresenta e tutela gli interessi dell’Unione europea nella sua interezza; avendo il monopolio del potere di iniziativa legislativa, propone l’adozione degli atti normativi comunitari, la cui approvazione ultima spetta al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione Europea; è responsabile inoltre dell’attuazione delle decisioni politiche da parte degli organi legislativi[2], gestisce i programmi UE e la spesa dei suoi fondi.
Consiglio dell’ Unione Europea
Il Consiglio dell’Unione europea, noto anche come Consiglio dei Ministri Europei, detiene – insieme col Parlamento europeo – il potere legislativo nell’ambito dell’Unione europea. Ha sede a Bruxelles nel Palazzo Justus Lipsius.
Va tenuto distinto, dal Consiglio europeo, che è un diverso organo (benché strettamente collegato) dell’Unione europea.
Il Consiglio è composto, ai sensi dell’art. 16 del Trattato sull’Unione europea da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale che possa impegnare il governo dello Stato membro, scelto in funzione della materia oggetto di trattazione. Tale ampia formulazione consente un maggiore flessibilità, e dunque una maggiore discrezionalità da parte degli Stati, rispetto alla previsione della necessaria partecipazione di un ministro: ordinamenti federali come quello tedesco, infatti, nelle materie di competenza dei singoli ‘Länder, non hanno un unico ministro, ma un ministro per ogni Land, e la previsione della partecipazione di un “ministro” creerebbe difficoltà di individuazione.
Esso si riunisce in varie formazioni: a seconda della questione all’ordine del giorno, infatti, ciascuno Stato membro sarà rappresentato da un rappresentate a livello ministeriale responsabile di quell’argomento (affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura, ecc.), più il commissario europeo responsabile del tema in esame.
La presidenza del Consiglio è assunta a rotazione da uno Stato membro ogni sei mesi.
Dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona le formazioni sono dieci:
• Affari generali
• Affari esteri (presieduto dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza)
• Affari economici e finanziari (Ecofin)
• Agricoltura e pesca
• Giustizia e affari interni
• Occupazione, politica sociale, salute e consumatori
• Competitività
• Trasporti, telecomunicazioni ed energia
• Ambiente
• Istruzione, gioventù e cultura
Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento Europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio; coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune; conclude, a nome dell’Unione, accordi internazionali tra l’Unione e uno o più Stati o organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.

Consiglio Europeo
Il Consiglio europeo è un organo che si riunisce periodicamente per esaminare le principali problematiche del processo di integrazione europea. Con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009, è una delle istituzioni dell’Unione europea e ha un presidente, eletto per due anni e mezzo.
Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri dell’Unione europea nonché dal presidente della Commissione europea e dal Presidente del Consiglio europeo, che presiede le sessioni. La scelta tra capo di stato e di governo, quale rappresentante dello stato membro nelle sedute del Consiglio europeo, è definita dall’ordinamento del singolo stato in relazione alle peculiarità del sistema istituzionale: per tale motivo, in rappresentanza dell’Italia prende parte alle riunioni il presidente del Consiglio dei ministri, capo di governo, mentre in rappresentanza della Francia il presidente della Repubblica, capo di stato.
Qui sotto troverete i siti ufficiali di riferimento dei quattro organi, per chi fosse interessato all’argomento e volesse approfondirlo:
Consiglio Europeo: http://www.european-council.europa.eu/home-page.aspx?lang=it
Parlamento Europeo: http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/00b3f21266/At-your-service.html;jsessionid=35D523F6710E489DA7C29FF4B3652EE8.node2
Commissione Europea: http://ec.europa.eu/index_it.htm

EUROPA: Via Libera dall’UE l’Italia sbloccati miliardi per le imprese

18/03/2013

europa
L’annuncio della Commissione: “La ripresa dell’economia europea deve poggiare su finanze solide”. La mossa libera una fetta dei 60 miliardi destinati ai pagamenti

MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
L’Europa dà il via libera all’Italia per sbloccare decine di miliardi di euro destinati ai pagamenti alle imprese, dando vita a una sorta di moratoria sugli obiettivi che il nostro Paese deve rispettare a livello europeo. Ad annunciarlo a Bruxelles sono stati i vicepresidenti della Commissione Ue, Olli Rehn e Antonio Tajani.

“Dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità – hanno detto Rehn e Tajani, in una dichiarazione congiunta – per assicurare che le imprese vengano pagate per i beni e i servizi che hanno fornito, anche per rispondere alle attuali esigenze di liquidità”.

Sabato è scaduto il termine per recepire negli ordinamenti nazionali la direttiva 2011/7 che riduce i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali. Da oggi, quindi, i pagamenti alle imprese da parte dello Stato vanno saldato entro 30 giorni o, nei casi eccezionali, entro 60. Potenzialmente, si tratta di disincagliare circa 60 miliardi per pagamenti che attualmente, in media, in Italia richiedono più di 180 giorni.

I fondi centrali ci sono già, lo stanziamento è già stato computato da Palazzo Chigi nel deficit. Ma una volta effettuati i pagamenti, la somma diventa un debito e quindi rappresenta un problema per gli impegni che l’Italia ha nei confronti dell’Ue. Per questo l’Italia ha chiesto e ora ottenuto di poter non computare negli obiettivi europei una parte rilevante di questi fondi, sulla base della considerazione che si tratta di soldi immessi nell’economia reale e destinati quindi ad alimentare il Pil.

“La ripresa dell’economia europea – hanno detto Rehn e Tajani – deve poggiare sulle solide basi di finanze pubbliche sane. Inoltre, dobbiamo incoraggiare gli investimenti produttivi e ristabilire i flussi di prestito all’economia reale. Condizioni di finanziamento eccessivamente restrittive, soprattutto nei Paesi meridionali quali Spagna, Portogallo e Italia, stanno ostacolando il flusso di credito verso le famiglie e le imprese. Questo frena la crescita delle esportazioni e l’attività economica”.

Riguardo alla situazione italiana, Rehn e Tajani hanno sottolineato che la direttiva “non si applica necessariamente all’ammontare del debito commerciale pregresso. In particolare, nel caso dell’Italia, le autorità hanno deciso che le nuove regole si applicheranno solo ai contratti conclusi a partire dal 1 gennaio 2013. Una soluzione realistica al problema dell’ammontare di debito commerciale pregresso – che si stima essere di notevoli dimensioni – deve, probabilmente, prevedere un piano di liquidazione avente come obiettivo quello di portare tale ammontare di debito pregresso a livelli non attribuibili a ritardi nei pagamenti (livelli fisiologici) in tempi relativamente brevi. Questo piano dovrebbe prevedere adeguate misure contro il rischio di comportamenti opportunistici (azzardo morale) da parte delle pubbliche amministrazioni titolari del debito pregresso”.

“La Commissione – hanno concluso Rehn e Tajani – è pronta a cooperare con le autorità italiane per aiutare l’attuazione tecnica del piano di liquidazione del debito commerciale pregresso e accoglierebbe con favore la disponibilità di informazioni più dettagliate ed aggiornate sull’attuale ammontare di tale debito da parte di ogni livello di amministrazione pubblica”.

da
http://www.lastampa.it/2013/03/18/economia/via-libera-dall-ue-l-italia-sblocca-decine-di-miliardi-per-le-imprese-MMDuBRiwewYC2RfdN7vKlL/pagina.html