D’Alia: «Ecco le soluzioni per precari ed esuberi Pa»

Il ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione D’Alia (Sc) in un intervista rilasciata al messaggero, afferma che dopo le misure di sostegno al lavoro privato ora bisogna pensare al lavoro pubblico e seppur muovendosi sugli stretti binari dovuti alla scarsità di risorse, nonostante il blocco delle retribuzioni persisterà per tutto il 2014 ci sono delle soluzioni per risolvere in modo positivo la situazione lavorativa delle migliaia di precari e degli esuberi della pubblica amministrazione.

Il blocco delle retribuzioni è stato esteso al 2014. Ancora sacrifici per i dipendenti pubblici, quando finirà?

«Non c’è alcuna volontà punitiva da parte del governo e credo sia da rivedere una certa criminalizzazione dei dipendenti pubblici che c’è stata in passato. Bisogna dare atto al pubblico impiego di avere contribuito alla razionalizzazione e al contenimento della spesa pubblica con una contrazione di 300.000 unità e retribuzioni ormai allineate a quelle del settore privato. Tuttavia, il blocco non si poteva evitare perché per riaprire i contratti servono 7 miliardi e non sono nella nostra disponibilità. La situazione è oggettivamente difficile. Ma alcuni passi avanti li possiamo fare».

Quali?

«Prima dell’estate intendo convocare l’Aran e i sindacati per aprire la contrattazione sulla parte normativa dei contratti. Su questo vi è un ampio sostegno politico nella maggioranza e anzi vi è un invito esplicito a farlo nel parere con cui il parlamento ha dato il consenso al blocco delle retribuzioni»

E le risorse? Che spazi ci sono?

«Penso che si possa sostenere e ampliare la contrattazione di secondo livello. Lì è possibile recuperare risorse, dalle procedure di spending review, per migliorare la produttività partendo dalle amministrazioni centrali e poi allargando le intese a livello locale. Inoltre è fondamentale riavviare un circuito virtuoso di relazioni sindacali che il blocco dei contratti, di fatto, ha finito per interrompere. Un percorso di confronto e di consenso è necessario per attuare le riforme».

L’intervista completa la si trova qui

Unesco: Farnesina, Italia potenza culturale

ASCA) – Roma, 24 giu – Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, con delega
alla promozione culturale, si congratula per l’iscrizione delle ville e giardini
medicei e dell’Etna nel patrimonio dei siti Unesco. ”Con il maggior numero di
siti Unesco iscritti 49, 3.400 musei, 2.100 aree e parchi archeologici, l’Italia
e’ una potenza culturale a cui si deve aggiungere la diffusione della lingua
italiana nel mondo, la quinta piu’ studiata” afferma Mario Giro, secondo il
quale ”chi sceglie di avvicinarsi alla cultura e alla lingua italiana non lo fa
per motivi utilitaristici. Le potenzialita’ della creativita’, della cultura e
della lingua italiane sono enormi”. ”Centinaia di milioni di consumatori,
intellettuali, ricercatori, appassionati di musica, arte, design, spiega Giro,
guardano all’Italia e alla nostra cultura come fonte di ispirazione e di
arricchimento”. Per questo ”l’Italia – prosegue Giro – intende rafforzare il
suo impegno all’Unesco anche per sostenere la possibilita’ dei paesi in via di
sviluppo di valorizzare il loro patrimonio e rispondere efficacemente al
traffico illecito di beni culturali”. ”L’iscrizione dei siti – conclude il
Sottosegretario Giro – dimostra come la cooperazione tra le diverse istituzioni,
in una logica di sussidiarieta’ e coordinamento, possa portare a positivi
risultati per l’intero Paese sulla scena mondiale. Si tratta della strada e del
metodo da seguire anche nella promozione culturale all’estero”.

Ministro D’Alia (Scelta Civica): «Risarciti i privati contro la burocrazia»

Il governo ha presentato il decreto Fare, il Ministro D’Alia per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione ha inserito norme per velocizzare le pratiche pubbliche, prevedendo rimborsi di 50 euro sino ad un massimo di 2000euro, per ogni giorno di ritardo della P.A. nell’emettere le pratiche, ma anche il prolungamento della validità del DURC (Dichiarazione Unica di Regolarità Contributiva) da 3 a 6 mesi, agevolando così le imprese del settore edilizio. l’intervista completa al Ministro la trovate qui

Tutti con Carolina Girasole ex sindaco minacciata dall’ndrangheta

Cari amici,
Siamo due giovani, Virginia Invernizzi e Fabrizio Di Maio che si riconoscono nel partito Scelta Civica con Monti per l’Italia. Siamo rimasti molto colpiti dalle intimidazioni di stampo mafioso di recente ricevute dall’ex sindaco di Isola di Capo Rizzuto Carolina Girasole.
Carolina Girasole si è distinta nel corso del suo mandato per una ferma opposizione a tutti i fenomeni di stampo mafioso, portando avanti la confisca dei beni e delle terre di note famiglie ‘ndranghetiste e guadagnandosi sul campo il soprannome ‘la ribelle’. È stata candidata di Scelta Civica alle ultime elezioni, ma malgrado fosse in seconda posizione utile, non è stata eletta; si è ricandidata sindaco a capo di una lista indipendente ma ha ottenuto solo il 12 % dei consensi, forse il suo lavoro per la legalità non è stato apprezzato.
Troviamo doveroso esprimere la nostra solidarietà all’ex sindaco Girasole di fronte al l’incendio doloso di una sua casa di vacanza e desideriamo esprimerle il nostro incoraggiamento perché continui a portare avanti, seppure da una posizione di minoranza, le sue battaglie per la legalità contro la ‘ndrangheta, che soffoca e stritola tante meravigliose regioni del nostro paese, da nord a sud.
Desidereremmo che la nostra vicinanza al sindaco Girasole le giungesse amplificata dal l’adesione di tanti per mostrare che la battaglia contro le mafie non è di uno solo, ma di tanti, come tanti sono i sindaci che si sono impegnati e continuano ad impegnarsi per fermare l’illegalità. Lasciare sola Carolina Girasole oggi, fingere che le intimidazioni che le sono arrivate siano un problema suo, come tante volte si è fatto, è dare spazio a quell’omertà su cui tanto contano la ‘ndrangheta e tutte le mafie. Mostrare con una risposta civile l’indignazione di tanti è una via per riaffermare che la battaglia per la legalità è imprescindibile per un paese che voglia dirsi democratico ed europeo e intenda riprendersi dalla crisi economica. Sarebbe molto bello vedere in prima fila soprattutto i giovani cui il futuro di questo Paese appartiene.Perché se gli ‘ndranghetisti sono tanti sappiano che i cittadini onesti saranno sempre almeno uno di più .

Fabrizio Di Maio
Virginia Invernizzi
Lucia Avigo
Paolo Fornasari
Andrea Filici
Silvano Mattioli
Daniel Baissero
Elisabetta D’Agostino
Emanuele Pozzi
Ernesto Russo
Vincenzo Mandará
Alessandra Gaetani
Fabiola Giacomelli
Luciano D’Agnano
Alberto Garbo
Anne Delaby
Federico Brajda Bruno
Roberto Marini
Elena Palazzi
Alessio Quarantelli
Ruggero Di Mauro
Simonpaolo Di Vittorio
Anna Saibene
Ilaria Sala
Luca Aiello
Linda Tarquini
Davide Brasca
Andrea Scarpati
Maria Alba Facchinetti
Giuseppe Celano
Alessandro Felice

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Nuovo organigramma, agenda precisa, siamo davvero alla ‘svolta civica’?

Monti accetta la Presidenza di ‘Scelta Civica’ e il suo organigramma viene approvato per acclamazione; comincia così una nuova fase di Scelta Civica, che la porterà a radicarsi sul territorio e, dopo un congresso, a partecipare alle elezioni europee dell’anno prossimo.
Ieri si è così ufficializzata la formazione del secondo direttivo di Scelta Civica con il voto dell’assemblea di deputati e senatori che l’ha approvato con soli quattro astenuti.
Il nuovo direttivo e’ molto simile al primo: c’è la conferma di Olivero come unico coordinatore politico. Di fronte alle critiche sull’immobilismo del coordinatore il Presidente Monti non ha voluto sentire ragioni: ‘le critiche che fate a Olivero, dovete farle a me’ avrebbe detto ‘dato che l’ho praticamente lasciato solo come coordinatore politico’.
Sono cambiati tutti i vicepresidenti: Riccardi, che con Monti e Montezemolo è fra i fondatori di Scelta Civica, non ha voluto per sé alcun posto nell’organigramma di partito pur avendo una forte adesione personale al movimento, Calenda e Capua lasciano la vice presidenza; i vicepresidenti passano da tre a quattro e sono tutti nuovi: Alberto Bombassei, Milena Santerini, Luciano Cimmino e Maria Paola Merloni. A completare l’ufficio di presidenza, insieme al presidente Monti e ad Andrea Olivero, ci sono il capogruppo al Senato Gianluca Susta, il capogruppo alla Camera Lorenzo Dellai e il portavoce politico Benedetto Della Vedova. Il coordinamento politico, che comprende i membri del Comitato di Presidenza e il Vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta, include il Responsabile del Programma Pietro Ichino, il Responsabile Organizzativo, Andrea Causin, il Responsabile degli Enti Locali e degli Aspetti Legali Gregorio Gitti, il Responsabile dei Rapporti con il Mondo Associativo Luigi Marino e il Responsabile Finanziario Gianfranco Librandi. Al Responsabile del Programma, Senatore Ichino, è stato affidato il compito di definire l’attribuzione di responsabilità per le diverse aree tematiche in modo da potenziare l’azione sull’agenda Monti.
A margine dell’assemblea il Presidente ha chiarito che il Mario Monti con cui Berlusconi ha dichiarato di aver stretto patti politici è evidentemente un omonimo, dato che lui non ha assolutamente stretto patti espliciti o impliciti con Berlusconi. Scelta Civica riparte anche riprendendosi spazio sui temi, riaffermandosi come forza sostenitrice sí del governo Letta, ma anche esigente nei suoi confronti e se la scadenza che ci si è dati sul piano organizzativo è di far partire le adesioni dei singoli cittadini sul territorio entro due settimane, l’appuntamento per quello che riguarda le priorità del governo Letta è fra dieci giorni, quando, come ha detto stamattina Monti ad Omnibus verrà presentato un documento su “come andare avanti nella riforma del mercato del lavoro dandogli maggiore flessibilità, andare avanti sul piano del conflitto di interessi, rendere più efficiente la legge anticorruzione e non fermarsi per la riforma dei tribunali” . (Trovate l’intervista integrale di Monti ad Omnibus qui e qui)
Sulle prospettive di Scelta Civica ha parlato oggi anche il nuovo portavoce Benedetto Della Vedova che chiude la sua intervista dicendo: ‘Scelta Civica ha un obiettivo obbligato: costruire elettoralmente in uno spazio dove mai nessuno ha costruito. Quello dell’innovazione e del pragmatismo contrapposti agli scontri ideologici e delle riforme. Una sfida difficile perché nuova ma non impossibile da vincere, sondaggi futuri compresi.’

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Elezioni Amministrative 2013: In quali comuni è presente Scelta Civica?

Il 26 e il 27 Maggio prossimi ben 719 comuni della penisola andranno al voto, in molti di essi Scelta Civica non si è presentata con una lista propria ma appoggia altre liste civiche o di partito. Ancona si distingue per avere una lista ufficiale di Scelta Civica con la candidata sindaco Valentina Mancinelli alla quale facciamo il nostro in bocca al lupo! Ma essendo veramente tanti i comuni, vorremmo chiedere il vostro aiuto per sapere dove ci sono liste di Scelta Civica candidate e che situazione c’è nei vostri comuni di residenza, ci aiutate?

Successo dell’evento Tutti Italiani, verso una nuova legge sulla cittadinanza. L’On. Milena Santerini ha presenziato illustrando la sua proposta di legge, denominata Santerini – Marazziti

Nella giornata di ieri, Domenica 12 maggio, presso il Teatro alle Colonne a Milano, si è svolta la manifestazione Tutti Italiani, verso la nuova legge sulla cittadinanza, in sala presenti un centinaio di persone, molti italiani ma anche molti stranieri. Un evento ben riuscito grazie anche alla partecipazione dell’attore Manuel Ferreira e dalle numerose testimonianze, come quella di Rania Ibrahim dell’associazione Yallah Italia, Francesco Wu di Associna, che ha sottolineato l’importanza delle Imprese “straniere” aperte nell’ultimo anno a Milano nell’affrontare la crisi economica, evitando un tracollo economico ben più grave di quello che stiamo vivendo. Importanti anche i contributi di Fouad Sokal componente dell’associazione genti di pace e della ricercatrice dell’Università di Torino Anna Granata che si è soffermata sull’importanza dell’educazione, della cultura dell’importanza dell’ambiente geografico, ma anche fisico in cui un individuo cresce e come questo plasmi e forma un senso di identità nell’individuo stesso. Alla manifestazione organizzata dalla comunità di S. Egidio ha preso parte anche l’On. Milena Santerini, deputata di Scelta Civica e depositaria assieme al collega On. Mario Marazziti della proposta di legge sulla cittadinanza, che si basa sullo Jus Culturae e non sullo Jus Soli puro. Perché oltre ai diritti/doveri che comporta l’avere una cittadinanza, perché a farci italiani è l’aver condiviso un modo di pensare, una cultura. Questo ci rende depositari di un’identità, che supera le differenze dovute al colore della pelle o del proprio credo, ma anzi, l’incontro di queste differenze ci arricchisce rende una civiltà prospera consentendole di evolversi ed essere sempre all’avanguardia. Solo se si ha un’identità debole, fragile si ha paura a conoscere, accettare altre culture, perché non si conoscono le proprie radici. Forse questa è l’occasione per l’Italia e gli Italiani “vecchi” e “nuovi” di riscoprire la propria cultura e le proprie radici, dimenticate o addirittura perse da tempo.

Il buonsenso del Decreto salva ILVA: nell’interesse di tutti.

Il caso ILVA di Taranto, acciaieria più grande d’Europa è emblematico per la sua complessità e per la sfida a cui ci pone, un grande interrogativo che ci interpella tutti quanti; lavoratori, imprenditori, politici, pubbliche amministrazioni (p.a) e magistratura.
Gli interrogativi cui siamo sottoposti sono i seguenti: Diritto al lavoro o diritto alla salute? Quale mettere prima? È possibile una convivenza ed un punto di incontro tra questi due diritti fondamentali?
Interrogativi pesanti che ci scuotono e ci mettono in discussione, una prima risposta potrebbe essere quella dettata dal cuore, dall’istinto umano: La Salute, e quindi in linea con questo pensiero si avanza la richiesta di chiudere lo stabilimento.
Ma a questo punto si pongono una serie di quesiti: Le famiglie cui lo stabilimento dava lavoro, inclusi i lavoratori dell’indotto come si mantengono? Le persone ammalate, senza lavoro come si pagano le cure?
Chi pagherà i costi della chiusura dello stabilimento? Si sa che uno stabilimento di queste dimensioni e di questo tipo, inquina molto di più in fase di spegnimento, chi assorbirà e ammortizzerà le ripercussioni, a livello di salute, sociale ed infine meno importante rispetto ai primi due ma non meno trascurabile i costi economici di una tale dismissione? Che ripercussioni avrà sull’intera economia italiana? Bisogna tenere ben presente che tutte queste ripercussioni hanno una caduta di lungo periodo.
C’è da chiedersi anche perché la magistratura abbia predisposto il blocco di lavorati finiti e pronti alla commercializzazione, facendo perdere così commesse all’azienda, quasi che oltre al danno ci fosse anche la beffa. Ma non addentriamoci in polemiche sterili.
Il governo Monti fornisce una risposta cercando di coniugare il diritto alla salute col diritto al lavoro, promuovendo il decreto legge 207/2012 ( http://www.ediltecnico.it/wp-content/uploads/2012/12/decreto-ilva-dl-207-2012.pdf ) il quale prevede, su autorizzazione del Ministro dell’ambiente, se l’azienda è di interesse strategico per la nazione e/o ha più di 200 lavoratori (inclusi quelli in CIG) il proseguo dell’attività produttiva dello stabilimento imponendo allo stesso di adeguarsi e di introdurre nei successivi 36 mesi tutte le tecniche e procedure all’avanguardia atte a ridurre l’impatto ambientale, la mancata osservanza di tale norma prevede sanzioni pari al 10% dell’intero fatturato della società. Inoltre ogni sei mesi il parlamento deve essere aggiornato dal ministro competente dello stato di attuazione dell’ AIA ( Autorizzazione Integrata Ambientale). Questo ovviamente non blocca i procedimenti penali e le responsabilità, che la magistratura dovrà accertare perché il quesito che ci si pone è il seguente: se le autorità locali competenti, avessero fatto il loro dovere, monitorando, sanzionando, imponendo di volta in volta gli adeguamenti necessari, oggi che situazione avremmo? Forse molti casi di tumore gli avremmo evitati? Forse oggi l’ILVA sarebbe si un posto di lavoro rischioso, ma meno di quello che è oggi.
Il mondo economico necessità anche di attività rischiose, necessarie, utopicamente potremmo dire che per evitarle si potrebbe cambiare tipo di economia, rinunciare magari alle automobili (principali consumatori di acciaio) e così via rinunciare a tutti gli altri prodotti derivati dalla siderurgia, oppure più realisticamente è cercare di limitare al minimo i rischi per la salute, per fare questo basta il buonsenso e il senso di responsabilità da parte di tutti. Il governo Monti con questo provvedimento l’ha dimostrato, gli altri?