Dichiarazione di voto sulla fiducia Camera di Lorenzo Dellai

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Dellai.
Ne ha facoltà.
LORENZO DELLAI. Signora Presidente della Camera, colleghe e colleghi, Scelta
Civica esprime un voto di fiducia, una fiducia convinta e consapevole sulla sua persona, signor Presidente del Consiglio, sul suo Governo e sull’intesa di responsabilità; quell’intesa di responsabilità qui evocata, non molti giorni fa, dal Presidente Napolitano con un discorso alto e nobile, e da noi perseguita fin dall’inizio, anche quando, fino a pochi giorni fa, Partito Democratico e PdL sembravano orientati, dentro e fuori di quest’Aula, ad una prova muscolare che avrebbe danneggiato il nostro Paese. Alla fine, è prevalsa la responsabilità,quella stessa responsabilità che aveva fatto nascere, nel novembre 2011, il Governo presieduto dal senatore Monti, al quale noi rivolgiamo un grazie sincero per il lavoro svolto ed anche per la sensibilità con la quale ha accompagnato la nascita di questo Governo.Qualcuno dice che con questo Governo si sospende la politica. Noi pensiamo che sia vero semmai il contrario: è piuttosto l’inizio del ritorno della politica, dopo una stagione di slogan, di semplificazioni, di banalizzazioni, di scontri pregiudiziali, con la spada della quale parlava lei. Tutte cose che hanno segnato – illusioni e delusioni–, in sostanza, le inconcludenze di questi ultimi vent’anni.
In questo senso, noi pensiamo che questo Governo possa essere proprio il vero Governo del cambiamento. Andrea Riccardi ha parlato di « pacificazione nazionale»: ha ragione. E questo non vuol dire affatto che diventiamo tutti uguali: vuol dire, invece, condividere un percorso di comune responsabilità per poter ripartire, poi, su basi nuove, più coesive, più moderne, più utili al nostro Paese, anche nella fisiologica dialettica fra schieramenti concorrenti.
Perché certamente un ciclo è finito e un altro non è ancora maturato, ma il Paese non può aspettare. C’è bisogno dunque di ricostruirlo, questo Paese; una ricostruzione – termine degasperiano – sul piano morale, civile, economico ed istituzionale. La strada è in salita, lo sappiamo, lo sa anche lei, signor Presidente del Consiglio. Come dopo i trattati di pace, c’è tutta un’economia di guerra che si sente spiazzata; ebbene, così anche nella politica: quando i nemici diventano un po’ meno nemici e semmai si percepiscono come degli avversari con i quali condividere un tratto di strada, allora in quel momento le truppe d’assalto mediatico e politico temono per il loro ruolo. La strada è dunque in salita, ma la strada è quella giusta, non solo per l’evidenza chiarissima dei rapporti dentro questo Parlamento – questione ovvia e infine banale –, ma non è , per questo. È la strada giusta perché la situazione del nostro Paese è drammatica e ad essa corrisponde un’inadeguatezza intrinseca, non solo dunque numerica, ma anche politica e di reale rappresentanza sociale delle coalizioni che si sono presentate agli elettori e, direi, ancora di più, un’inadeguatezza intrinseca della politica, come dimostrano la presenza crescente di movimenti alternativi ai partiti e la lontananza di tanta parte dell’opinione pubblica.
Vengono forse alla mente, per alcuni aspetti, gli anni Settanta, quelli che spinsero allora Aldo Moro ad interrogarsi profondamente sulla capacità della politica di capire e di essere in sintonia con i cambiamenti profondi della società. Allora la via era stretta, ma lo è in fondo anche oggi. Evitare che la politica si isoli blindandosi contro la parte più esigente o anche più arrabbiata della società – certamente sì –, ma anche evitare che la politica tradisca la propria funzione di guida e si adagi rassegnata in quella più comoda, ma inutile, di puro megafono dei disagi e della rabbia. Per quanto ci riguarda,questo Governo che oggi prende l’avvio nasce e vorremmo che nascesse anche con questa ambizione e con questa vocazione. Come ha già detto il nostro vicecapogruppo onorevole Galgano, noiabbiamo trovato la sua relazione, signor Presidente, seria e di alto profilo. Ne abbiamo apprezzato soprattutto il senso dello Stato e delle istruzioni, il senso della politica, i valori profondi di socialità e la proiezione europea. Noi esprimiamo la fiducia che su queste basi il suo Governo non sarà l’inciucio dei conservatorismi, ma piuttosto rafforzerà coraggiosamente le volontà riformatrici presenti nei partiti che lo sostengono.
Signor Presidente, noi tutti attendiamo dal suo e nostro Governo azioni concrete per le famiglie, per le imprese, per le comunità locali. Abbiamo sentito nella sua relazione e nella sua replica impegni importanti e condivisibili. La esortiamo dunque a continuare su questa strada e a concentrare su questi obiettivi l’azione del Governo, perché l’unica vera operazione simpatia capace di reggere oltre lo spazio di uno spot è il recupero graduale e costante di credibilità e di autorevolezza. È la capacità di suscitare di nuovo speranza, speranza vera, concreta, di fronte ai problemi concreti degli italiani. E noi siamo certi che lei, il Governo e tutti noi saremo in grado di farlo. Ecco perché per noi votare a favore della fiducia al suo Governo si traduce anche in un appello che vogliamo rivolgere e tutti insieme dobbiamo rivolgere a tutti gli italiani, un appello a tutte le energie e a tutti i talenti,a tutte le persone, a tutte le formazioni sociali, a tutti i territori e alle loro istituzioni autonomistiche, l’appello a stare insieme, a tenere duro nonostante le difficoltà, ad avere fiducia, fiducia nel futuro, nel Paese, nella politica, nei valori che tengono insieme una comunità.
Sappiamo che la nave del nostro Paese è stata messa in sicurezza con coraggio,con fatica dal Governo precedente, ma sappiamo anche che naviga ancora in acque molto pericolose e tuttavia l’equipaggio sembra aver ritrovato la rotta,sembra aver forse deciso di piantarla di mettere a soqquadro la plancia di comando con le proprie risse senza limiti mentre la nave va verso gli scogli. Dobbiamo dunque dire forte e chiaro che tra la cattiva politica e l’antipolitica non c’è, non è vero che c’è un desolante nulla, c’è invece la buona politica, quella che sa dove andare, che sa prendere con coraggio le decisioni, che sa prendere per mano i cittadini, sa condurli oltre le nebbie di questo nostro tempo difficile. Su questa strada, signor Presidente, noi saremo esigenti ma anche leali e solidali. Nei primi18 mesi che prudentemente lei ha indicato e, per quanto ci riguarda, auspicabilmente ben oltre questa scadenza, grazie e buon lavoro
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Brunetta. Ne ha facoltà per dieci minuti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...