Voto di fiducia Senato dichiarazione di Andrea Olivero

OLIVERO (SCpI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OLIVERO (SCpI). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, senatrici e senatori, il Gruppo di Scelta Civica per l’Italia con grande convinzione e piena responsabilità esprime la fiducia all’Esecutivo che lei oggi presenta in Senato.
Lo fa con la convinzione di chi da molto tempo, ancor prima dell’elezione, proponeva un Governo dall’ampia maggioranza parlamentare per affrontare le riforme del Paese.
Lo fa con la responsabilità di chi, cosciente del clima di dura contrapposizione che ha caratterizzato questi mesi, ritiene che questo Governo possa rappresentare l’avvio di una fase nuova, di una pacificazione nazionale cui il presidente della Repubblica Napolitano ci richiama ormai da molto tempo.
Ma a portarci alla decisione di un pieno sostegno al suo Governo, signor Presidente del Consiglio, sono anche le puntuali e convincenti analisi e proposte da lei presentate nel discorso programmatico.
Mi soffermo soltanto su quattro aspetti per noi particolarmente rilevanti.
Il primo è il suo richiamato ancoraggio alla verità. Ogni azione di Governo seria e potenzialmente capace di cambiare il Paese deve partire dal dato di realtà, ce lo ha detto anche nella replica, che deve essere costantemente tenuto presente da chi governa e comunicato lealmente ai cittadini. Blandire le folle, cercare scorciatoie in questi tempi di scelte difficili è da irresponsabili ed è bene che questo Governo dichiari programmaticamente di volersene tenere lontano.
In secondo luogo, abbiamo apprezzato il serio ancoraggio all’Europa di tutte le politiche che ci ha illustrato: non in modo generico, né con una prospettiva di subordinazione, ma con la serietà di chi si riconosce interdipendente e vuole essere considerato un protagonista autorevole.
Lei si pone in continuità con il lavoro svolto negli ultimi 16 mesi dal Governo presieduto dal senatore Monti, cui va la nostra profonda riconoscenza, che ha posto le condizioni affinché oggi l’Italia possa esercitare pienamente il suo ruolo.
Ma, ancor più, lei ha collocato l’impegno europeista nella prospettiva della creazione degli Stati uniti d’Europa, grande obiettivo politico e culturale, cui il nostro Paese deve tendere, fedele alla sua storia e per amore della democrazia.
L’Europa non è né matrigna né badante, ma è la casa comune in cui costruire il futuro di crescita e di pace del nostro Paese.
La terza sottolineatura riguarda l’apertura alle nuove generazioni e l’attenzione al territorio. Il modo con cui lei, Presidente, ha presentato le prospettive per la crescita ci pare convincente, perché individua correttamente i soggetti sui quali scommettere; ad un patto (dobbiamo dirlo con chiarezza): che si abbia il coraggio di affrontare i nodi strutturali che finora non hanno consentito di valorizzare queste risorse.
Il Paese non è cresciuto in questi anni perché non ha saputo e voluto cambiare, e questa responsabilità oggi viene imputata senza sconti a tutta la classe dirigente.
Questo Governo, che parte con un ampio sostegno politico e parlamentare, abbia il coraggio di proseguire sulla strada delle riforme intraprese nei mesi passati, e anzi acceleri con decisione. Solo con riforme strutturali si possono recuperare quelle risorse indispensabili per avviare quel poderoso piano di investimenti strategici da lei indicati nei diversi ambiti, a partire, in particolare, dal mondo delle imprese e del lavoro.
La grande emergenza che lei ci ha ricordato questa mattina deve impegnarci ad essere coraggiosi: noi, tutti insieme, naturalmente, non lo chiediamo solo al suo Governo.
Questo Governo nasce da una obiettiva debolezza: le forze che lo compongono non hanno vinto le elezioni e non hanno scelto di stare insieme. Eppure questa debolezza, quella debolezza di Davide contro Golia, che lei ieri richiamava, può trasformarsi in elemento di forza, a patto che ciascuno comprenda che le riforme si fanno insieme.
Infine, signor Presidente del Consiglio, abbiamo apprezzato e consideriamo strategica la sua volontà di guardare al Paese, non soltanto alla sua rappresentanza politica. Lei non dovrà soltanto riformare, rompere schemi consolidati, rimuovere rendite improprie, ma spiegare ai cittadini queste riforme, renderli consapevoli, partecipi, corresponsabili. Lei dovrà attivare, riattivare la voglia di scommettere del Paese: giovani, famiglie, imprenditori e lavoratori dipendenti, ognuno per la sua parte, vogliono oggi sentirsi inseriti in un percorso nuovamente di crescita, di sviluppo.
Dopo il Governo tecnico, che ha compiuto pienamente il suo compito, portandoci fuori dai gravi rischi economici, oggi tocca a lei, Presidente, con il convinto sostegno del Gruppo Scelta Civica per l’Italia – e spero di tutte le altre forze politiche della maggioranza – riattivare l’intera società italiana. Associazioni, organizzazioni sociali, imprese: il civismo italiano, nelle sue differenti forme, attende oggi un segnale. Sono certo che il Governo da lei presieduto, cui formulo i migliori auguri di tutto cuore, non lascerà cadere questa opportunità per il bene comune del Paese.

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