Ricostruire

ricostruireDal 2009 il “mondo occidentale” è entrato in una profonda crisi, economico recessiva, che è quella che si sente di più sulla pelle della gente, ma questa non è che l’effetto di una crisi molto più profonda iniziata molti anni prima, paradossalmente si potrebbe prendere la data simbolica del 9 Novembre del 1989, data che decretò la fine del comunismo, ma assieme ad esso anche il mondo occidentale inizio molto lentamente ma costantemente il proprio processo di degrado e di destrutturalizzazione.
Forse dopo anni di tensioni, più o meno forti, più o meno striscianti, vedere cadere il muro e quindi il pericolo, fece abbassare tutti i livelli di guardia e le difese anche a noi dell’Ovest, ci sentimmo sicuri di noi, senza nulla da temere noi eravamo nel giusto, eravamo i vincitori i dominatori del mondo indiscussi, questa supponenza unita all’arroganza, nel lungo periodo ci ha rammollito, facendoci pensare che non c’era più bisogno di valori, di ideali, che bastasse pensare a lavorare, a guadagnare, che i soldi dovessero essere la nostra unica preoccupazione perché tanto altri ideali o valori non servivano più, non dovevamo più contrastare nessuna minaccia.
Ecco allora che in una bellissima giornata di cielo sereno due boeing 747, luccicanti con i riverberi del sole, simbolo del benessere, della globalità dominata dal mondo occidentale, vanno dritti, veloci, sicuri, a colpire l’altro simbolo di quello che era diventato il mondo occidentale, le Twins Tower, simbolo di quell’opulenza, arroganza fondata sui soldi, dove nessun’altro valore ha importanza, ed ecco che in sole poche ore, crollano completamente, distrutte, risvegliando bruscamente quel mondo occidentale, ma il risveglio è stato brusco, desolante, ci si è ritrovati soli, spaesati, smarriti senza sapere cosa fare, dove guardarsi, a chi chiedere aiuto, con chi consolarsi, a chi chiedere parole di conforto, a chi confidarsi, perché fino al giorno prima l’unico interesse era il profitto dinanzi a tutti, e poco importava se fregavo il mio vicino, l’importante era il denaro e il mio successo personale, la fiducia non era più un valore, non serviva più, per anni era stata calpestata, violata, insultata da continui tradimenti, promesse, giuramenti, spergiuri, nessuno si ricordava cos’era la parola fiducia e come ci si fida.
Ma questo crollo, aveva solo aperto una ferita nel mondo occidentale, il quale tento di curarla con la guerra al terrorismo, ma ormai la ferita era profonda, la gente tenta di riprendersi e di proseguire come se nulla fosse successo, con l’idea che il denaro ci salverà anche questa volta, che è l’unico vero valore ed ideale da inseguire… ma ecco che nemmeno 9 anni dopo “esplode” la prima bolla speculativa i cosi detti “subprime” che portarono al fallimento di una delle più grandi banche d’affari Statunitensi: Lemhann Brothers, questo crollo lascio milioni di cittadini americani sul lastrico, molti che fino al giorno prima erano rampanti finanzieri a Wall Street si ritrovarono senza lavoro, ma la maggior parte era povera gente che aveva investito i propri risparmi per la pensione.
Questo riaprì la ferita che lentamente si stava cercando di rimarginare, portando con violenza, il clima di sfiducia, di smarrimento, di terrore nei pensieri quotidiani della gente. Il fallimento non del capitalismo in quanto teoria economica. Ma il fallimento della “fede” nel denaro, fine solo all’appagamento immediato dei desideri umani, ma che ti spinge a volerne sempre di più in una spirale di infelicità. Tutti gli altri valori che erano stati messi da parte, improvvisamente tornano facendo sentire la loro mancanza ed il vuoto che hanno lasciato, l’importanza che avevano.
La crisi di oggi è soprattutto di questa natura, una crisi dell’Uomo occidentale, della sua morale, dei suoi ideali, dei suoi valori, ma la crisi non è negativa e può essere fonte di opportunità di arricchimento per l’animo, la mente umana, portando alla riscoperta di quei valori fondanti e imprescindibili per uno sviluppo armonico e prospero di una società.
In Italia questa crisi, questo passaggio è stato ben rappresentato e presenta nomi e cognomi;
il primo Silvio Berlusconi, uomo che ben rappresenta l’ideale del capitalismo sfrenato con il solo valore del soldo e dell’appagamento dei sensi immediato. Uomo che si è fatto da solo, con uno spiccato senso per gli affari e un abilità oratoria unica nel suo genere che gli ha consentito di raggiungere molto velocemente i vertici della società, prima economica, poi finanziaria ed infine politica. Quest’ingresso in politica ha portato i (dis)valori del denaro e del successo immediato.
Se economicamente questa mentalità ha portato ad ampi successi, in ambito politico non hanno funzionato, hanno disgregato, il paese, alimentato il clima di sfiducia alimentando il sospetto e la teoria “ti frego per primo io prima che tu m freghi”. Togliendo fiducia a un intero Paese, prima nel proprio vicino e poi alle stesse Istituzioni che dovrebbero trasmettere rassicurazioni e senso di tutela dei cittadini. Purtroppo lo stile di Berlusconi è stato preso a modello ed imitato anche dalla parte politica opposta, l’adeguarsi ha portato ad un progressivo ma costante abbassamento della qualità del dibattito politico, fino al collasso attuale, che si sta ancora consumando, dove l’unico tema rimasto sono cause processuali di Berlusconi e il conflitto di interessi, sempre di quest’ultimo. Il tutto mentre la Nazione continua a sprofondare inesorabilmente verso il baratro.
Nell’Ultimo anno fortunatamente, è entrato nello scenario politico Mario Monti, un uomo mite, riservato, con un forte senso dello Stato e un senso etico della professionalità, una figura austera, che mancava nello scenario politico italiano, abituato a ben altro clima, per usare un eufemismo si potrebbe dire un clima “boccaccesco”… Questa presenza si è fatta sentire molto forte a livello internazionale e nazionale, con i continui viaggi in Europa e nel Mondo, portando l’immagine di serietà che l’Italia aveva perso, immagine emblema del baratro in cui era sprofondata l’Italia è la risata ironica di compassione e derisione rivolta a Berlusconi da Angela Merkel e François Sarkozy.
Le accoglienze riservate a Monti, di ben altro livello, viste in televisione da milioni di italiani, hanno riacceso l’orgoglio di essere italiani, il senso di appartenenza alla Nostra Nazione. Oltre alla sua concretezza, e fermezza nelle decisioni, in mezzo a tante difficoltà e a decisioni altamente impopolari non si è mai sottratto alle proprie responsabilità, anche se gli sono costati linciaggi mediatici e impopolarità, ma agendo così ha riportato in politica la responsabilità, il bene comune, l’idea che la politica è mettersi al servizio degli altri, a costo anche di enormi sacrifici. Che la politica non è rincorrere la popolarità in vista di nuove elezioni, ma la politica è fare ciò che si deve fare anche se può costare caro.
In Europa questa credibilità riacquistata ci ha permesso di lottare tenacemente e di vincere alcune “battaglie” come ad esempio ottenere i miliardi per coprire il debito delle P.A (Pubbliche Amministrazioni), o la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, due esempi che danno un forte segnale di come l’Italia sia tornata protagonista in Europa
L’eticità e la responsabilità ritornano nello scenario politico italiano, spiazzando la vecchia classe politica e dirigente del paese abituata a giochi di scarica barile e di effetti annuncio, la discussione politica torna a essere su idee concrete e cose da fare e realizzare. Su progetti per rilanciare la Nazione e farla tornare competitiva, sviluppata, che non allontani più i giovani ma anzi diventi polo attrattivo di intelligenze!
Con Monti in politica, moltissimi giovani ormai sfiduciati, privi di ogni guida, smarriti senza punti di riferimento, hanno ritrovato un modello, una nuova energia e voglia di rendersi utili nella società, ma soprattutto si è ritrovato l’orgoglio di sentirsi italiani nel mondo. Nonostante quanto i media nazionali dicono, basta parlare con imprenditori che lavorano costantemente con l’estero per sapere come la nostra reputazione sia aumentata e degna di rispetto.
Ma il cammino intrapreso è solo all’inizio ed è irto di difficoltà ed in salita, non basta quello che sin’ ora è stato fatto, la Nostra Nazione necessità di moltissime riforme, che vanno da riforme in ambito sociale, al settore economico, che non dimentichiamo, è si afflitto ora da una fase recessiva e di crisi, ma il PIL Italiano è dall’inizio degli anni ’90 che cresce a ritmi molto bassi con oscillazioni tra lo 0,5% e il2% , con una crescita al di sotto degli altri statu europei, e nessun governo ha mai fatto riforme per ristrutturare ed adattare il mercato del lavoro alle nuove esigenze produttive e di sviluppo, non investendo nei punti di forza, che una nazione come la nostra dovrebbe avere: questi punti sono il turismo, la cultura, la ricerca e tutto quello che viene considerato come terziario avanzato. Se si fosse partiti anni fa a investire, e con politiche adeguate, incentivare gli imprenditori a entrare e sviluppare questi nuovi mercati, probabilmente oggi potremmo essere in una situazione economica migliore, ora in una situazione di difficoltà economica dobbiamo correre e recuperare questo gap se vogliamo rimanere tra gli stati più sviluppati, non è un impresa impossibile, ma necessità di competenze e persone con forte senso Etico e dello Stato, che credano nell’Italia e nei cittadini italiani, trattati da troppi politici come “figuranti” per riempire le piazze ai loro comizi ed ottenere voti, per mero potere personale.
Il governo tecnico Monti ha mostrato quante cose si possono fare in un anno se c’è la volontà e la voglia di fare. Ora non possiamo permetterci di gettare all’aria tutti i sacrifici fatti sinora per riportare il nostro Paese nei giusti “binari”… ora bisogna tornare a muoverci in avanti verso nuove “stazioni” che portino ricchezza, non solo quella economica, ma anche quella cultura, il vero alimento del progresso e dell’evoluzione.

Fabrizio Di Maio

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