Gitti (Sc): “Nel governo Letta c’è molto di Monti. Giù le mani da Saccomanni, stop ai diktat su Imu e Iva. Lavoro e imprese le priorità”

[…]Onorevole Gitti, una settimana fa Monti ha chiesto e ottenuto da Letta un vertice di maggioranza per dire al premier di non farsi imbrigliare dai diktat dei due principali partiti e a Pdl e Pd di non ostacolare il percorso delle riforme. Ieri però alcuni autorevoli esponenti Pdl hanno chiesto la testa di Monti. Che succede? «Non vorrei essere troppo lapidario nel derubricare questi attacchi come posizioni espresse a titolo personale. Nel merito, affermo con nettezza che il ministro Saccomanni è per il paese, per il governo ma anche per Scelta Civica una delle più importanti garanzie della serietà del lavoro di questo esecutivo. Bene ha fatto Letta a difenderlo a spada tratta. Le critiche sono infondate e pretestuose e sollevano solo una loro natura strumentale. E’ un problema all’interno del Pdl rispetto al quale il governo deve essere messo al riparo: era proprio questa la preoccupazione di Monti e di Scelta Civica, subito raccolta dal premier Letta».

L’intervista completa la si trova qui

Pietro Ichino (SC): L’UDC non è un coccio di Scelta Civica

“[…]Nessun giornale – neppure uno – ha speso una sola parola per dare conto del fatto che nelle ultime settimane Scelta Civica, senza un soldo e basandosi soltanto sul volontariato dei propri sostenitori (ma anche senza attriti interni rilevanti, almeno in questo passaggio), si è data una struttura organizzativa in tutte le regioni e province; ha articolato la propria struttura centrale in venti dipartimenti politico-programmatici, ciascuno con a capo un responsabile dotato di grande competenza; ha elaborato e presentato al Presidente del Consiglio nove progetti molto impegnativi, su altrettanti problemi cruciali per il futuro dell’economia italiana, mirati a rendere più incisiva l’azione del Governo per rimettere in moto l’economia e al tempo stesso ad accelerare il cammino delle riforme strutturali di cui il Paese ha urgente bisogno.[…]” così Pietro Ichino scrive in un articolo del suo blog, commentando gli eventi di questi giorni ed il dibattito riportato sulla stampa. L’articolo completo lo si trova qui. Il suo intervento sul blog ribadisce quanto già Ichino aveva dichiarato in un intervista a Italia Oggi rispondendo così alle prime tre domande dell’intervistatore:

“…Senatore, ma Scelta civica è davvero “in cocci” come ha scritto qualcuno? Così ha titolato il Corriere della Sera ieri, per dare la notizia che la fusione con l’UdC, proposta dalla stessa UdC, non si farà. Ma l’UdC non fa parte di Scelta Civica. Era davvero un titolo sbagliato. Anche perché, al contrario, nelle ultime settimane la nostra neonata formazione politica ha mostrato una grande compattezza su alcune scelte molto incisive.

Quali?

Abbiamo individuato nove priorità programmatiche molto impegnative, per noi e soprattutto per la maggioranza di cui facciamo parte. Giovedì le abbiamo presentate personalmente a Enrico Letta, chiedendogli che entrino nell’agenda di Palazzo Chigi.

Quali sono per voi i più urgenti?

Urgentissimo è il provvedimento che proponiamo per consentire l’anticipazione bancaria del pagamento dei debiti dello Stato verso le imprese: li si possono coprire tutti in tre mesi, immettendo nel sistema 50 miliardi. E le banche sarebbero felici di farlo, con la garanzia statale che proponiamo, perché sarebbero mutui che non richiederebbero alcuna ricapitalizzazione, secondo le regole di Basilea. Poi c’è il lavoro…”

l’intervista completa la si trova qui

Ministro D’Alia (Scelta Civica): «Risarciti i privati contro la burocrazia»

Il governo ha presentato il decreto Fare, il Ministro D’Alia per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione ha inserito norme per velocizzare le pratiche pubbliche, prevedendo rimborsi di 50 euro sino ad un massimo di 2000euro, per ogni giorno di ritardo della P.A. nell’emettere le pratiche, ma anche il prolungamento della validità del DURC (Dichiarazione Unica di Regolarità Contributiva) da 3 a 6 mesi, agevolando così le imprese del settore edilizio. l’intervista completa al Ministro la trovate qui

Carceri affollate: Dl del MInistro Cancellieri, detenuti ai domiciliari per pene inferiori ai 6 anni

In Italia è risaputo che vi è il problema del sovraffollamento delle carceri, problema che si trascina da anni, ma di cui nessuno se ne è mai interessato seriamente. A fronte di una capienza di 47.000 posti abbiamo 66.000 detenuti che vivono in condizioni di profondo disagio fisico che inevitabilmente va poi a portare altri tipi di disagi come quelli sociali e psicologi e può sfociare in gravi episodi di violenza giungendo anche al gesto estremo del suicidio. Questa situazione di degrado mette a rischio anche il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria e di tutte le altre figure professionali che operano all’interno delle strutture.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo impone all’Italia di risolvere questa vergognosa situazione entro maggio 2014, ricordando che uno spazio inferiore ai 3 metri quadrati a testa è considerata tortura. Senza contare che la Polizia Penitenziaria è sotto organico, questo crea un ulteriore difficoltà nell’affrontare con serietà e tranquillità una professione delicata come quella in questione.

Il Ministro della giustizia Cancellieri già intervenuta sulla tematica il 23 maggio scorso, in occasione della commemorazione della strage di Capaci, sostenendo che “Le nostre carceri non sono degne di un Paese civile” aggiungendo che “per risolvere il problema non bastano nuove carceri, ma bisogna ripensare il sistema delle pene”. A meno di un mese da questa sua dichiarazione ha presentato al Consiglio dei Ministri un dl che permette a 4000 detenuti, cioè per coloro che hanno pene inferiori ai 6 anni per reati minori, di scontare la pena agli arresti domiciliari.

Inoltre il Ministro Cancellieri afferma che entro ottobre presenterà un piano che prevede la ristrutturazione o la costruzione di nuovi carceri in modo tale da aumentare la disponibilità di posti, aggiungendone ben 10.000.

Fabrizio Di Maio

Mario Monti: “Non solo riforme istituzionali, la vera sfida è sull’economia”

Mario Monti, rilasciando un intervista al Mattino, ribadisce l’importanza di fare riforme strutturali che guardino alla crescita del Paese ed all’Europa, ribadendo come al momento la priorità per il Paese siano le riforme in ambito economico. Sottolineando come il ruolo in questa legislatura di Scelta Civica, sia proprio quello di spronare l’opera del governo in questa direzione, auspicando la longevità e l’impegno di Scelta Civica affinche questo governo abbia la durata naturale dei 5 anni.

«Siamo all’inizio di una legislatura e ci sono tutte le condizioni perché questo sia un governo che duri – spiega -. Il capo dello Stato ha indicato con forza e autorevolezza il termine dei 18 mesi riferendosi a un particolare tipo di risultato, cioè il compimento delle riforme istituzionali. Non ho mai inteso le sue parole come se portassero l’implicazione che con quel parto il governo morirà».
Quindi, lunga vita?
«Certamente, e la mia previsione è tanto più fondata se si guarda il calendario».
Tra un anno ci sono le elezioni europee.
«Appunto, sarebbe bene che il Paese le affrontasse per quello che sono, senza caricarle di conflitti nazionali. E subito dopo, a luglio 2014, inizia il semestre di presidenza italiana del Consiglio dei ministri della Ue. Raccomanderei che il Paese giungesse a quella tappa in condizioni di stabilità politica. Perciò non è immaginabile una prematura caduta dell’esecutivo Letta. Semmai il rischio è un altro».
E cioè?
«Una riduzione del livello di ambizione. E su questo Scelta Civica sarà il cane da guardia dell’azione politica del governo».
Per leggere tutta l’intervista cliccare qui

On. Gea Schirò Planeta: CdM a Isola Capo Rizzuto a Sostegno di Carolina Girasole contro la ‘ndrangheta

Attraverso facebook l’Onorevole Gea Schirò Planeta di Scelta Civica, lancia una proposta al governo: tenere un CdM (Consiglio dei Ministri) a Isola Capo Rizzuto.
Come mai proprio questo paese della Calabria? che importanza ha?
Il paese, in questione ha avuto come sindaco negli scorsi 5 anni la Dott.sa Carolina Girasole, candidatasi alle ultime elezioni per la Camera con Scelta Civica, una donna eccezionale che ha dato prova di una risolutezza e di una forza interiore nell’opporsi alla ‘ndrangheta.
Questa sua dura e ferma lotta alla criminalità organizzata ben radicata nel territorio, le ha portato a conquistarsi il soprannome di ” La ribelle”. Questo suo ribellarsi alla condiscendenza, all’omertà, ai soprusi e alle violenze più o meno visibili, le ha provocato numerose inimicizie, minacce in un escalation di soprusi e di violenza nei suoi confronti e della sua famiglia, ultimo episodio, molto violento di cui è rimasta vittima è l’incendio doloso alla sua casa di vacanze. Gesto intimidatorio di una violenza e gravità inaudita. Come l’ex sindaco Carolina, ci sono molti altri sindaci in prima linea contro la mafia, che ogni giorno si ritrovano a dover fronteggiare, minacce, violenze, sia nei loro confronti che nei confronti dei loro familiari.
Ecco perchè un CdM a Isola Capo Rizzuto ha importanza, serve a rimarcare, sottolineare la presenza dello Stato, che Carolina Girasole non è sola, è sostenuta da tutto il mondo politico, indipendentemente dal colore partitico e dalle ideologie, perchè la lotta alla criminalità organizzata ed in particolare alle diverse mafie riguarda tutti noi singoli cittadini, il nostro benessere ed il nostro futuro.
La lotta alla criminalità non è solo una bandierina ideologica da sventolare in determinate ricorrenze e commemorazioni, o agli anniversari delle stragi di mafia, ma è una guerra che va combattuta quotidianamente, diffondndo la cultura, l’istruzione, lottando contro l’omertà, parlando e denunciando i danni che le organizzazioni criminali fanno all’ambiente, alla salute all’economia ed alla Nazione intera.
Un CdM a Isola Capo Rizzuto sarebbe un modo per mostrare vicinanza a tutte le persone impegnate in prima linea in questa dura e aspra lotta.
Per questo ci auguriamo che il governo Letta accolga la proposta dell’On. Gea Planeta Schirò e al più presto tenga un CdM in questo Paese violentato e deturpato dalla presenza della ‘ndrangheta.
A Carolina Girasole le siamo vicini e la sosteniamo nella sua lotta in prima linea contro questo terribile cancro che lentamente sta uccidendo e stritolando la nostra Italia. Ma non siamo gli unici, siamo convinti che tutti i giovani sono per la legalità e sono stanchi ed arrabbiati di assistere quotidianamente ai soprusi e alle violenze che la criminalità organizzata provoca in tutta Italia da Nord a Sud. proprio per questo abbiamo lanciato una raccolta firme di solidarietà a Carolina Girasole, che non guarda il colore politico ma anzi, ci vuole tutti uniti. Perchè la lotta alle mafie non è ne di destra ne di sinistra o di centro. Ma è una lotta per il bene del Paese, per il progresso di questa Nazione. Un’ azione decisa e determinata da parte del governo contro le mafie può divenire anche un elemento per una più rapida fuoriuscita e ripresa dalla crisi economica.