Fiducia all’Italia: il titolo della Convention di Scelta Civica!

Scelta Civica si sta strutturando sul territorio, è viva e attiva. Nei giorni scorsi è stato presentato lo statuto, oggi in conferenza stampa nella sede nazionale di Via Poli 29, sono stati presentati i coordinatori regionali e provinciali, il 13 luglio a Roma si svolgerà la prima convention di Scelta Civica, occasione in cui Monti ribadirà il messaggio e lo scopo per cui è nata Scelta Civica, quella di guardare al lungo periodo e non a interessi di brevissimo periodo e particolari. Proprio questa visione della Politica e di voler far politica spesso non è stata capita, a volte perché non ci siamo fatti capire, ma spesso perché disturbiamo, con queste parole il Presidente di Scelta Civica ha sottolineato come il suo partito è un elemento di rottura col passato e propone una nuova visione della politica, riportandola ai suoi più alti valori come il bene comune all’interesse particolare, il senso del dovere e del rispetto, la politica vista come mezzo per la crescita e lo sviluppo dell’intero Paese senza lasciare indietro nessuno.  Monti nel corso della conferenza stampa di stamane ha anche annunciato che si terrà un congresso nazionale per dare piena legittimazione democratica agli organi di partito che per ora sono stati scelti “da un piccolo universo di persone e cioè dall’assemblea degli eletti”, come riportato qui. Il titolo della convention è di buon auspicio e da uno sguardo al futuro con speranza: “Fiducia all’Italia” questo sarà il motto della giornata del 13 Luglio. Questa fiducia verso il futuro è data anche dagli ottimi risultati portati a casa in questi giorni dal Governo Letta in Europa grazie all’ottimo lavoro svolto dal Presidente Monti, che è riuscito nel suo mandato a farci rientrare dalla procedura di extra deficit, risultato premiato dall’Unione Europea che ora consentirà agli stati virtuosi una maggior flessibilità consentendo maggiori investimenti per la crescita del Paese.

D’Alia: «Ecco le soluzioni per precari ed esuberi Pa»

Il ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione D’Alia (Sc) in un intervista rilasciata al messaggero, afferma che dopo le misure di sostegno al lavoro privato ora bisogna pensare al lavoro pubblico e seppur muovendosi sugli stretti binari dovuti alla scarsità di risorse, nonostante il blocco delle retribuzioni persisterà per tutto il 2014 ci sono delle soluzioni per risolvere in modo positivo la situazione lavorativa delle migliaia di precari e degli esuberi della pubblica amministrazione.

Il blocco delle retribuzioni è stato esteso al 2014. Ancora sacrifici per i dipendenti pubblici, quando finirà?

«Non c’è alcuna volontà punitiva da parte del governo e credo sia da rivedere una certa criminalizzazione dei dipendenti pubblici che c’è stata in passato. Bisogna dare atto al pubblico impiego di avere contribuito alla razionalizzazione e al contenimento della spesa pubblica con una contrazione di 300.000 unità e retribuzioni ormai allineate a quelle del settore privato. Tuttavia, il blocco non si poteva evitare perché per riaprire i contratti servono 7 miliardi e non sono nella nostra disponibilità. La situazione è oggettivamente difficile. Ma alcuni passi avanti li possiamo fare».

Quali?

«Prima dell’estate intendo convocare l’Aran e i sindacati per aprire la contrattazione sulla parte normativa dei contratti. Su questo vi è un ampio sostegno politico nella maggioranza e anzi vi è un invito esplicito a farlo nel parere con cui il parlamento ha dato il consenso al blocco delle retribuzioni»

E le risorse? Che spazi ci sono?

«Penso che si possa sostenere e ampliare la contrattazione di secondo livello. Lì è possibile recuperare risorse, dalle procedure di spending review, per migliorare la produttività partendo dalle amministrazioni centrali e poi allargando le intese a livello locale. Inoltre è fondamentale riavviare un circuito virtuoso di relazioni sindacali che il blocco dei contratti, di fatto, ha finito per interrompere. Un percorso di confronto e di consenso è necessario per attuare le riforme».

L’intervista completa la si trova qui

F-35, Ministro della difesa Mario Mauro (SC) Il governo non ha cambiato idea

(ANSA) – ROMA, 25 GIU – “Non ho partecipato a nessun CdM nel quale il governo abbia cambiato posizione”. Mario Mauro, parlando con i cronisti in Transatlantico, usa l’ironia per rispondere a chi gli chiede se vi siano ripensamenti sul piano di acquisto degli F35.

“Pd e Pdl – ricorda il ministro della Difesa – quando erano separati hanno votato gli F35 e mi sembrerebbe strano che ora da uniti non li votino più. In passato anche Rifondazione Comunista era d’accordo”.

A sostenere il ministro è intervenuto in un intervista rilasciata al giornale on line formiche anche l’On. Domenico Rossi, Ufficiale dell’Esercito Italiano, Generale di corpo d’armata e già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, attualmente capogruppo di Scelta Civica in commissione Difesa della Camera. In quest’intervista l’On. Rossi spiega come l’abbandonare ora il progetto degli F-35 comporterebbe il licenziamento o la cassa integrazione per ben 10000 operai italiani, inoltre spiega anche come nei prossimi anni ben 236 aerei saranno dismessi perchè non più in grado di effettuare servizio ed andranno sostituiti, per poter permettere e garantire ai nostri militari dell’aereonautica di svolgere il loro dovere in tutta sicurezza.

Carceri affollate: Dl del MInistro Cancellieri, detenuti ai domiciliari per pene inferiori ai 6 anni

In Italia è risaputo che vi è il problema del sovraffollamento delle carceri, problema che si trascina da anni, ma di cui nessuno se ne è mai interessato seriamente. A fronte di una capienza di 47.000 posti abbiamo 66.000 detenuti che vivono in condizioni di profondo disagio fisico che inevitabilmente va poi a portare altri tipi di disagi come quelli sociali e psicologi e può sfociare in gravi episodi di violenza giungendo anche al gesto estremo del suicidio. Questa situazione di degrado mette a rischio anche il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria e di tutte le altre figure professionali che operano all’interno delle strutture.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo impone all’Italia di risolvere questa vergognosa situazione entro maggio 2014, ricordando che uno spazio inferiore ai 3 metri quadrati a testa è considerata tortura. Senza contare che la Polizia Penitenziaria è sotto organico, questo crea un ulteriore difficoltà nell’affrontare con serietà e tranquillità una professione delicata come quella in questione.

Il Ministro della giustizia Cancellieri già intervenuta sulla tematica il 23 maggio scorso, in occasione della commemorazione della strage di Capaci, sostenendo che “Le nostre carceri non sono degne di un Paese civile” aggiungendo che “per risolvere il problema non bastano nuove carceri, ma bisogna ripensare il sistema delle pene”. A meno di un mese da questa sua dichiarazione ha presentato al Consiglio dei Ministri un dl che permette a 4000 detenuti, cioè per coloro che hanno pene inferiori ai 6 anni per reati minori, di scontare la pena agli arresti domiciliari.

Inoltre il Ministro Cancellieri afferma che entro ottobre presenterà un piano che prevede la ristrutturazione o la costruzione di nuovi carceri in modo tale da aumentare la disponibilità di posti, aggiungendone ben 10.000.

Fabrizio Di Maio

Le dichiarazioni del Premier Enrico Letta, del Ministro per gli affari europei Moavero Milanesi (Scelta Civica) e di Lorenzo Dellai, capogruppo alla camera di Scelta Civica

Ieri l’Italia è ufficialmente uscita dalla procedura europea di extra – deficit, consentendo così alla nostra nazione di tirare un respiro di sollievo, proseguendo sulla via del risanamento con più agio e un dialogo più proficuo con l’Unione Europea. L’attuale Presidente del Consiglio Enrico Letta, da vero galantuomo ha riconosciuto i meriti dell’operato del governo Monti, che ci hanno permesso di raggiungere questo importante e brillante traguardo.
Ecco le prime reazioni di alcuni esponenti di Scelta Civica e del Premier Enrico Letta:
“L’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi é motivo di grande soddisfazione”. Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha salutato la notizia non rinunciando ad un pizzico di umiltà. Il premier ha infatti ringraziato tutti gli italiani per l’obiettivo raggiunto ed ha precisato come parte del merito vada al lavoro dei precedenti governi “in particolare di quello presieduto da Mario Monti”. ( http://www.ilghirlandaio.com/top-news/79831/ue-italia-fuori-dallo-stato-di-deficit-eccessivo-e-letta-ringrazia-monti/ )
Anche il ministro per gli affari Europei Moavero, esponente di Scelta Civica, si complimenta per l’operato del precedente governo Monti, precisando che: ”non bisogna pensare che il risanamento dei conti pubblici sia solo una questione di obbedienza ai parametri europei”. Infatti ”c’e un dovere nei confronti dei cittadini per ridurre l’accumulo di quel debito che da decenni ci portiamo dietrto e che grava sulle generazioni future”. (http://www.asca.it/news-Crisi__Moavero__chiusura_procedura_deficit_corona_sforzi_Italia-1282574.html )
L’On. Lorenzo Dellai Capogruppo alla camera di Scelta Civica esprime il suo apprezzamento per le parole di elogio rivolte a Monti dall’attuale Premier Letta, Dellai infatti sottolinea: “una prima occasione per dire che – nonostante una campagna di denigrazione e di comoda ipocrisia – il tempo e’ galantuomo”. (http://www.asca.it/news-Crisi__Dellai__senza_governo_Monti_nessuno_stop_a_procedura_deficit-1282452.html )