Gitti (Sc): “Nel governo Letta c’è molto di Monti. Giù le mani da Saccomanni, stop ai diktat su Imu e Iva. Lavoro e imprese le priorità”

[…]Onorevole Gitti, una settimana fa Monti ha chiesto e ottenuto da Letta un vertice di maggioranza per dire al premier di non farsi imbrigliare dai diktat dei due principali partiti e a Pdl e Pd di non ostacolare il percorso delle riforme. Ieri però alcuni autorevoli esponenti Pdl hanno chiesto la testa di Monti. Che succede? «Non vorrei essere troppo lapidario nel derubricare questi attacchi come posizioni espresse a titolo personale. Nel merito, affermo con nettezza che il ministro Saccomanni è per il paese, per il governo ma anche per Scelta Civica una delle più importanti garanzie della serietà del lavoro di questo esecutivo. Bene ha fatto Letta a difenderlo a spada tratta. Le critiche sono infondate e pretestuose e sollevano solo una loro natura strumentale. E’ un problema all’interno del Pdl rispetto al quale il governo deve essere messo al riparo: era proprio questa la preoccupazione di Monti e di Scelta Civica, subito raccolta dal premier Letta».

L’intervista completa la si trova qui

IMU sì, IMU no? Questo è il problema.

Sin da quando è stata introdotta questa tassa ha suscitato molte polemiche, innescando un dibattito se sia giusta o ingiusta, in questi giorni è tornata al centro del dibattito politico tanto da risultare un nodo cruciale per la tenuta dell’attuale governo. In un periodo di crisi e di difficoltà economica per tutta la cittadinanza, ma che sui ceti meno abbienti grava in modo maggiore è doveroso chiedersi se le tasse sono giuste e se distribuite in modo equo. Ora anche sul termine equo si potrebbe aprire un dibattito sul suo significato: è equo che tutti paghino 40 indipendentemente dal loro reddito e da quante persone mantengono con quel reddito o è equo che chi ha di più paghi un po’ di più? Ovviamente la risposta a tale domanda varia a seconda della classe sociale cui un individuo appartiene, o alle teorie politico/economiche cui uno fa riferimento.
Ma torniamo al nostro problema: l’IMU va abolita e restituita come sostiene il centro destra? O se pur rivista, modificata va mantenuta abbassando la tassazione sul lavoro? In una nazione in piena crisi economica dove la disoccupazione si attesta sull’ 11,5% (dati Istat), ridurre la pressione fiscale sul lavoro sarebbe una spinta al riassorbimento della disoccupazione, anche perché se tutti lavorano e guadagnano non ci sarebbero problemi nel pagare un imposta come l’IMU.
È anche vero che l’IMU così com’è va rivista prevedendo degli sgravi magari in favore dei redditi bassi e delle famiglie numerose, quest’ultime trascurate da troppo tempo con politiche che hanno disincentivato la nascita di nuove famiglie. Quindi ben venga la sospensione della prima rata dell’IMU varata dal governo Letta, se in questo periodo verranno studiate delle misure atte a rimodulare l’imposta in un’ottica più progressiva e che tenga conto anche di altri fattori, come il reddito ed il quoziente familiare oltre alla metratura dell’abitazione.
L’altro grande problema che si apre è come faranno i comuni che avevano inserito in bilancio le entrate derivanti dall’IMU (i bilanci delle pubbliche amministrazioni sono preventivi e non consuntivi) a chiudere i loro bilanci? cioè come pagheranno le aziende loro creditrici? ecco perchè un abolizione completa dell’IMU sarebbe dannosa mentre una sospensione, in vista di settembre, dove verranno presi in esame i diversi nodi da sciogliere può portare a risvolti positivi e rendere magari meno odiata questa tassa.