Gitti (Sc): “Nel governo Letta c’è molto di Monti. Giù le mani da Saccomanni, stop ai diktat su Imu e Iva. Lavoro e imprese le priorità”

[…]Onorevole Gitti, una settimana fa Monti ha chiesto e ottenuto da Letta un vertice di maggioranza per dire al premier di non farsi imbrigliare dai diktat dei due principali partiti e a Pdl e Pd di non ostacolare il percorso delle riforme. Ieri però alcuni autorevoli esponenti Pdl hanno chiesto la testa di Monti. Che succede? «Non vorrei essere troppo lapidario nel derubricare questi attacchi come posizioni espresse a titolo personale. Nel merito, affermo con nettezza che il ministro Saccomanni è per il paese, per il governo ma anche per Scelta Civica una delle più importanti garanzie della serietà del lavoro di questo esecutivo. Bene ha fatto Letta a difenderlo a spada tratta. Le critiche sono infondate e pretestuose e sollevano solo una loro natura strumentale. E’ un problema all’interno del Pdl rispetto al quale il governo deve essere messo al riparo: era proprio questa la preoccupazione di Monti e di Scelta Civica, subito raccolta dal premier Letta».

L’intervista completa la si trova qui

SINISTRA E DESTRA DI FRONTE ALLA SCOMMESSA EUROPEA

Il Senatore Pietro Ichino partecipando all’assemblea nazionale di LibertàEguale tenutasi a Roma il 25 Maggio, parla del ruolo di Scelta Civica e di come essa sia una forza che va oltre la destra e la sinistra:

“OGGI IL DISCRIMINE FONDAMENTALE DELLA POLITICA ITALIANA NON CORRE FRA I DUE VECCHI SCHIERAMENTI, MA TRA CHI VUOLE DAVVERO PERSEGUIRE FINO IN FONDO LA STRATEGIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA DELL’ITALIA E CHI INVECE INTENDE MANTENERE IL PAESE ANCORATO AL VECCHIO EQUILIBRIO MEDITERRANEO.
La questione cruciale della politica italiana oggi consiste nella scelta se mantenere il Paese nel suo attuale equilibrio sistemico tradizionale di tipo mediterraneo, oppure imboccare la via di un suo spostamento verso un equilibrio che gli consenta di integrarsi con le altre grandi economie centro- e nord-europee. La profonda riforma necessaria per questa seconda opzione è di tale difficoltà tecnica e politica, urta interessi costituiti e rimuove rendite di tale entità, che essa richiederebbe una grande coalizione tra i partiti maggiori di destra e di sinistra. Senonché, sia all’interno del centrodestra, sia all’interno del centrosinistra, ci sono blocchi politici molto forti che non sono e non saranno mai disponibili per questa “riforma europea”: il loro dna e una loro irremovibile vocazione sono nel senso del mantenimento dell’Italia nel suo attuale “equilibrio mediterraneo” (segue… http://www.pietroichino.it/?p=26885 )